Processo Epstein, Maxwell: “Non ci sono prove, non testimonierò”

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Ha seguito il processo parlando tutto il tempo con i legali. Poi, quando la giudice l’ha chiamata a testimoniare, Ghislaine Maxwell si è alzata in piedi e ha scandido queste parole: “Uh, vostro onore, non sono state provate le accuse oltre ogni ragionevole dubbio, per cui non vedo la necessità che io testimoni”. Con questa dichiarazione, alle 4 di pomeriggio di venerdì, l’imputata si è rimessa a sedere e la difesa ha considerato archiviato il processo che si celebra a Manhattan, New York. Maxwell, 59 anni, figlia del tycoon dell’editoria Robert Maxwell, scomparso nel ’91, è accusata di aver reclutato e addestrato ragazzine minorenni per conto del milionario newyorkese Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nell’agosto 2019 mentre era in attesa del processo per traffico sessuale.

Le ventitré parole in inglese pronunciate dall’imputata – arrestata dall’Fbi il 2 luglio dell’anno scorso e attualmente rinchiusa nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn – erano attese, ma alla fine sono state meno dei testimoni – trentacinque – chiamati dalla difesa a smontare la narrazione dell'”harem” di minorenni voluto da Epstein per soddisfare gli appetiti sessuali suoi e della ristretta cerchia di amici, in gran parte rimasti nell’ombra.

Tra le persone coinvolte c’è il principe Andrea, che ha sempre respinto le accuse. Venerdì è stato il giorno delle ultime testimonianze. Come quella di Eva Anderson-Dubin, 60 anni, ex fidanzata di Epstein, ex Miss Svezia, moglie del finanziere Glenn Dubin, la prima, tra quelle apparse in aula, che poteva vantare lo stesso rango dell’imputata e di Epstein. Ma è stata anche accusata di aver preso parte, negli anni ’90, a orge con minorenni. La donna ha respinto le accuse, negato di aver visto in Epstein “atteggiamenti inappropriati” e dribblato la domande sul tipo di relazione tra Maxwell e il milionario. “Non saprei definirla una relazione – si è limitata a dire – ma vivevano sotto lo stesso tetto”. Poi ha spiegato di avere vuoti di memoria, dovuti a problemi di salute.

Testimonianza quasi inutile, evaporata nel giro di pochi minuti. Il più era successo nelle udienze precedenti, quando una donna, che si è presentata con lo pseudonimo ‘Jane’, ha raccontato di orge nella villa di Epstein a Palm Beach, Florida, nel ’94, a cui aveva partecipato anche l’ex Miss Svezia. Jane, che allora aveva 14 anni, ha raccontato di essere stata abusata più volte. Due donne hanno raccontato di essere state molestate sessualmente da Maxwell, quando erano ragazzine.

Processo Epstein: le foto con Ghislaine Maxwell nella tenuta della regina Elisabetta

Un altro momento atteso è quando è stata mostrata in aula una ventina di foto trovate nella casa di Epstein nell’Upper East Side di Manhattan, nel 2019. Tutte senza data ma, secondo l’accusa, eloquenti del legame stretto tra Maxwell e il milionario. Nelle immagini i due appaiono abbracciati, in pose romantiche; lei e lui in abiti da sera; vestiti da caccia; lei che gli massaggia un piede a bordo di un aereo. Una foto ha creato clamore per la location: i due apparivano seduti nello stesso posto dove la Regina Elisabetta aveva passato le vacanze, in una villa in Scozia di proprietà del principe Andrea. La difesa ha definito “inutili” le foto, mentre per l’accusa sono una prova chiave, visto che i legali dell’imputata hanno provato a prendere le distanze da Epstein, riducendo il loro rapporto a semplice amicizia e accusando la procura di volere processare lei, non potendo incriminare un morto. Ma se dovesse essere ritenuta colpevole di tutte le accuse, Maxwell rischia fino a 70 anni, il che equivarrebbe a un ergastolo. Il processo, cominciato il 29 novembre, sarebbe dovuto durante sei settimane, ma è finito prima del previsto, nonostante la lunga lista di testimoni. Lunedì le parti presenteranno le conclusioni, poi la corte comincerà il lavoro finale, che porterà al verdetto. Forse, prima di Natale. Giorno in cui Maxwell compirà 60 anni. 

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