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Processo Floyd, Biden: prove schiaccianti, prego per un verdetto giusto

La Republica News
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“LE PROVE sono schiaccianti”. Joe Biden ha commentato così l’attesa per il verdetto del processo Floyd, a cui l’America guarda con grande interesse. A margine di un incontro, il Presidente ha detto di “pregare perché il verdetto sia un verdetto giusto”, e ha spiegato come la famiglia Floyd chieda “pace e tranquillità, qualunque il verdetto sia”.

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Joe Biden lo ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti, confermando di aver chiamato la famiglia. “Ho aspettato che la giuria fosse ritirata in camera di consiglio e ho chiamato”, ha detto il presidente. “Sono brave persone, ho avuto modo di conoscere la famiglia di George, ed i suoi fratelli”, ha aggiunto.

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L’ex agente della polizia di Minneapolis, Derek Chauvin, è in attesa di giudizio per l’omicidio dell’afroamericano George Floyd. Biden ha parlato del caso nel corso di un incontro allo Studio Ovale con i legislatori di origine latina. “Non lo direi se i giurati non fossero in isolamento”, ha aggiunto Biden dicendo di pregare “per la giusta sentenza”. Finora il capo della Casa Bianca aveva sempre evitato di pronunciarsi su un possibile esito del processo per evitare di influenzare la giuria, che oggi è al secondo giorno di riunione in un hotel nel quale non potranno leggere né ascoltare commenti e notizie riguardanti il processo in corso.

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Ieri, poco dopo l’inizio delle discussioni tra i giurati, Biden ha avuto un colloquio telefonico con i componenti della famiglia di Floyd. “Posso solo immaginare la pressione e l’ansia che provano”, ha commentato successivamente il presidente. “Sono una buona famiglia, fanno appello alla pace e alla tranquillità qualunque sia il verdetto”.

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A raccontare la telefonata e’ stato anche Philonise, fratello di George, in un’intervista all’emittente Nbc. “Biden – ha detto – sa che vuol dire perdere un familiare. E conosce il processo che stiamo attraversando. Ha voluto solo farci sapere che prega per noi e che spera che tutto vada bene”.

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L’omicidio di George Floyd provocò nel maggio dello scorso anno un’ondata di proteste contro le forze di polizia che, animata dal movimento Black Lives Matter, travolse l’intero Paese e portò a disordini e scontri in diverse città statunitensi. Floyd, 46 anni, era stato arrestato dopo essere stato accusato dal commesso di un negozio di aver cercato di pagare con una banconota falsa da 20 dollari. Derek Chauvin, uno dei quattro agenti arrivati sulla scena, fu ripreso dai video dei passanti mentre per 9 minuti e 29 secondi premeva il suo ginocchio sul collo dell’afroamericano.



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