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Pubblica Amministrazione, ripartono i concorsi. Subito i 118 mila già banditi, 500 mila ingressi in 5 anni

La Republica News
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ROMA – Un’ora dopo l’apertura del bando pubblica per la selezione di 2800 esperti per i fondi di Coesione nel Mezzogiorno c’erano già 500 domande. Il bando fa da apripista alla riapertura dei concorsi della Pubblica Amministrazione. I posti già a concorso da qui ai prossimi mesi sono circa 118 mila, fa sapere la Funzione Pubblica, ma il fabbisogno è di gran lunga superiore, il ministro Renato Brunetta parla di 500 mila posti. Fondamentali i tempi: il governo promette di chiudere le selezioni dei 2800 esperti in 100 giorni, ma ci sono amministrazioni molto all’avanguardia che sono riuscite a chiudere i concorsi anche in tempi inferiori, c’è un record di 49 giorni nella provincia di Ravenna: se ne parla stamane alla Camera, dove il Forum delle Diguaglianze e Diversità,  l’associazione Movimenta e il Forum della Pubblica Amministrazione presentano un “Vademecum” per assumere presto e bene le professionalità  che servono per svecchiare e far ripartire le pubbliche amministrazioni.

Per i posti per i quali si apriranno le selezioni nell’immediato, ci sono ben 48 riferimenti legislativi, ricorda l’indagine presentata stamane: 13 Decreti legislativi, 8 Decreti legge, 7 Leggi, 4 Decreti del Presidente della Repubblica, 4 Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, 4 Decreti Ministeriali, 1 regolamento europeo, 1 contratto collettivo e 6 adempimenti dell’Ente che istituisce il Concorso, oltre alle Linee guida per il piano di fabbisogno di personale e la direttiva del Ministro della PA sui concorsi. Un dedalo normativo che senz’altro andrebbe snellito e reso maggiormente comprensibile, se si vogliono ridurre i tempi.

Digitalizzazione, analisi dei bisogni, pubblicizzazione adeguata sono alcuni dei criteri che servono a rendere i concorsi rapidi ed efficienti: “L’analisi dei bisogni è fondamentale. I bandi sono pochissimo comunicati, dobbiamo andare dove sono le persone, quindi sui social, altrimenti si rischia solo di selezionare i concorsisti seriali, che a noi non servono, a noi servono le persone giuste”, osserva Carlo Mochi SIsmondi, presidente di Fpa.

Il Vademecum presenta molte esperienze positive delle pubbliche amministrazioni: per esempio sotto il profilo dell’analisi dei bisogni c’è il metodo seguito dalla Regione Lazio, che per il concorso per 200 posti di categoria D per rafforzare i centri per l’impiego della Regione, per definire i requisiti di ammissione ha svolto una completa indagine presso alcune Università, definendo i profili considerati più adeguati; li ha poi verificati sia con l’organismo nazionale responsabile delle politiche attive per il lavoro (ANPAL), sia con le associazioni imprenditoriali che devono servirsi dei centri per l’impiego. Ne è derivata una scelta di meno di trenta lauree, alcune anche triennali, contro le 160 lauree che sarebbero state comprese nella consueta scelta di includere, per i posti afferenti alla famiglia professionale giuridico-amministrativa, tutte le lauree dell’area sociale e dell’area umanistica. In questo modo si è anche ridotta la rosa dei candidati che avrebbero potuto partecipare.

Le amministrazioni italiane hanno perso 260mila impiegati a tempo pieno dal 2008 al 2018 e almeno altri 150mila negli ultimi due anni. L’età media in tutta l’amministrazione pubblica è di oltre 50 anni, nei ministeri è di 54,1 anni. Nei ministeri solo l’1% degli impiegati ha meno di 30 anni e poco più nelle Regioni e negli enti locali. Il 58% degli impiegati pubblici non ha una formazione universitaria e oltre il 20% possiede solo il diploma di terza media. La formazione è estremamente carente e si attesta su 1,17 giornate di formazione di media che scendono a 0,85 giorni per le donne e a 0,51 giorni per gli impiegati ministeriali.

“Questo Vademecum non è fatto di astrazioni – assicura  Carlo Mochi Sismondi – ma mostra alle amministrazioni quel che si è già fatto presto e bene. Fattori vincenti sono una forte volontà, anche del vertice politico-amministrativo, idee chiare e coraggio nell’individuare e usare gli strumenti giusti e nel percorrere strade anche innovative. Un patrimonio di esperienze che mette sempre al centro le persone, che sono la principale ricchezza di ogni organizzazione, specialmente di quelle vocate al bene comune”.

“L’obiettivo di rigenerare le PA partendo da missioni strategiche e risultati attesi chiari che motivino lavoratrici e lavoratori e dall’entrata di una leva di giovani forti di competenze e entusiasmo, è finalmente al centro dell’azione politica – ha dichiarato Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità – Cogliamo questa opportunità con una stagione di bandi di assunzione che uniscano rapidità e alta qualità. Le buone pratiche del paese raccolte nel Vademecum ci dicono che in 105 giorni e meno si può fare. Facciamolo!”



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