Qatargate, la commercialista di Panzeri non verrà estradata: la Corte d’appello dice no al Belgio che voleva arrestare Rossana Bellini

Pubblicità
Pubblicità

Gli “atti d’accusa formulati in maniera assai vaga” e il “persistente silenzio dell’autorità giudiziaria belga” hanno portato i giudici della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Milano a respingere la richiesta di estradizione in Belgio di Monica Rossana Bellini, la commercialista dell’ex deputato Pd Antonio Panzeri, coinvolto nel Qatargate. In più, argomentano i giudici Nova-Arnaldi-De Magistris, la professionista è indagata a Milano in un procedimento aperto in procura per riciclaggio, e le esigenze istruttorie degli inquirenti belgi potranno essere soddisfatte anche a distanza.

Bellini è accusata di riciclaggio, corruzione e associazione a delinquere nell’indagine della procura di Bruxelles. La richiesta di estradizione, a seguito di un mandato di arresto europeo, aveva portato al suo arresto il 17 gennaio. Con la convalida, erano stati disposti per lei i domiciliari. Poco meno di un mese dopo, Bellini è tornata libera con l’unica misura del divieto di espatrio, revocato oggi.

Qatargate, adesso tocca alla procura di Milano: nuova inchiesta per riciclaggio sulla corruzione all’Europarlamento

Già le precedenti udienze, in cui la Corte avrebbe dovuto decidere sull’estradizione, erano state rinviate a casua del mancato invio di documentazione da parte delle autorità di Bruxelles. Ma anche nelle settimane che hanno preceduto l’udienza odierna, nessun atto è stato inviato a Milano.

Nell’inchiesta che ha scosso il parlamento europeo, incentrata sul condizionamento delle politiche europee da parte di Marocco e Qatar, Bellini è accusata di aver avuto “un importante ruolo nel rientro dei contanti dal Qatar, insieme a Silvia Panzeri, figlia di Antonio Panzeri, attraverso società che avrebbero dato al denaro una parvenza legale”. Il ruolo della commercialista è legato a quello di Equality, società da lei costituita e di cui era socia in origine insieme al padre e al fratello di Francesco Giorgi, l’ex assistente parlamentare di Panzeri, anche lui arrestato nell’indagine. Sarebbe stato questo lo strumento societario – secondo quanto messo a verbale dallo stesso Giorgi davanti al pm belga Michel Claise – attraverso il quale incassare in maniera formalmente legale il denaro che dal Qatar doveva arrivare a Panzeri.

Su Equality, e sui fondi rientrati dall’estero, indaga ora anche la procura di Milano, insieme al Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e con l’aliquota Gdf a Palazzo di giustizia. La scorsa settimana Bellini è stata convocata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale per un interrogatorio, ma ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *