Quando Virzì intervistò Lina Wertmuller: “Ero giovane e impertinente, mi travolse con la sua ironia”

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Paolo Virzì & Lina Wertmuller. Un incontro tra un regista emergente, appena due film, e una cineasta affermata che aveva da poco consegnato al cinema ‘Ninfa plebea’. Una intervista nell’ambito di una serie che Tele+ dedicava ai maestri del cinema, facendoli incontrare con i registi delle nuove generazioni.  “Era il ’96 e Lina Wertmuller volle incontrare me, le era piaciuto ‘Ferie d’agosto’, il mio secondo film – racconta oggi Virzì – andai, con tutta l’alterigia di chi pensa di mettere in difficoltà la cineasta potente e cinica, ‘ricca e spietata’. Con l’impertinenza del ‘giustiziere’, anche se scherzoso: niente elogi e violini ma polemica canzonatura. Mi sentivo insomma investito dal compito di portare la voce della nuova generazione, polemica verso i cineasti dell’establishment. Ma lei mi travolse con la sua simpatia, mi irretì con la sua ironia affettuosa. Aveva intelligenza, profondità, mi disse cose che mi colpirono e commossero. Ne uscii frastornato, pensando ‘ma che stronzi che siamo, lei è molto meglio di noi’”. L’operatore era Carlo Virzì, il montaggio di Jacopo Quadri. Il produttore, allora giovanissimo, era Cristiano Bortone.

Video di Cristiano Bortone/Orisa produzioni

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