Quanto stona adesso il duello permanente tra i due vicere De Luca e De Magistris

Quanto stona adesso il duello permanente tra i due viceré De Luca e De Magistris

La Republica News
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Tutto è eccessivo in questa contesa, a cominciare dai duellanti: Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris da giorni se le danno di santa ragione, mentre attorno a loro i malati in attesa di tampone spirano nei bagni del Cardarelli, le code dei contagiati Covid si allungano dinanzi ai pronto soccorso, il presidente della Federazione italiana dei medici di medicina generale, Silvestro Scotti, lancia un grido di allarme: “La Campania è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere”.De Luca ha dato dell’ “imbecille” a De Magistris, seppur non nominandolo, ma tutti hanno capito che si riferiva a lui. E quando gliene hanno chiesto conto, il sindaco ha ricordato che si era preso già dello “scemo del villaggio”. La Campania è zona gialla, ma ha numeri da zona rossa. Eppure i due si azzuffano come se fossero due attori a teatro. Secondo De Magistris “De Luca ripete che la regione va chiusa, ma in realtà non vuole chiuderla”. Ma quando De Luca ha invitato i sindaci a rendere inaccessibile il lungomare nelle rispettive città, De Magistris – che pure a parole è favorevole alla zona rossa – non ha emesso alcuna ordinanza di divieto. Risultato: migliaia di napoletani hanno passeggiato nel fine settimana lungo via Partenope sotto il sole semiestivo, affollando bar e pizzerie del centro.
E a quel punto De Luca si è rivolto furibondo al prefetto Marco Valentini per chiedere “la rapida definizione di un piano” anti-assembramenti nel prossimo week end. De Magistris ha giustificato la mancata chiusura “per evitare l’effetto imbuto, perché dove hanno chiuso il lungomare, come a Salerno, la gente poi si è riservata sul corso”. È tutto un contraddirsi per dispetto. De Magistris vuole il lockdown totale, ma poi chiede a De Luca di riaprire asili ed elementari. De Luca annunciò il blocco di ogni attività, salvo poi fare retromarcia per le violenze notturne, e ora dice: “Fate come se ci fosse!”. De Magistris lo sfida: «Il presidente si è preso paura». Poi mette in discussione i dati forniti dalla Regione e provoca il rivale scrivendo al ministro Speranza: “Qua l’unico miracolo sono i medici, gli infermieri, il personale, che sono allo stremo”. De Luca gli replica in diretta Facebook: “Qualche imbecille di amministratore va in giro per le trasmissioni per parlare male di Napoli e della Campania”. De Magistris si è detto sconsolato: “Con De Luca è impossibile avere un dialogo, sono un uomo delle istituzioni e ho collaborato anche con Berlusconi, con lui è difficile persino stringersi la mano”.I due non potrebbero essere più diversi. De Magistris è figlio della ricca borghesia cittadina, ed è in crisi perché la sua stagione sta finendo: l’anno prossimo si vota per il Comune. De Luca sa di essere giudicato un intruso dalla Napoli bene ed è prigioniero della sua imitazione. In realtà, a dispetto delle idiosincrasie, hanno molte più cose in comune di quanto vorrebbero ammettere. Ma questa non è una pochade. È una tragedia.


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