Quirinale, Berlusconi resta a Milano: a rischio il vertice di centrodestra

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È giallo sul vertice del centrodestra a Roma. Come riferisce Forza Italia (e come aveva anticipato in mattinata Vittorio Sgarbi), Silvio Berlusconi non verrà a Roma domani (giovedì 20 gennaio), giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il vertice della coalizione. Gli alleati non hanno ricevuto nessuna convocazione e la riunione, spiegano, potrebbe slittare al fine settimana anche se c’è chi nel centrodestra azzarda anche l’ipotesi che alla fine il vertice non si tenga affatto. L’ex premier, spiegano, ha deciso di restare ad Arcore dove anche oggi è stato impegnato in una serie di telefonate ai parlamentari per testare la loro disponibilità di fronte ad una sua candidatura ufficiale al Quirinale. Intanto il New York Times ha dedicato un articolo sulla candidatura del leader azzurro: “Si sta dando da fare per conquistare il Quirinale nella speranza che l’incarico di presidente della Repubblica, abitualmente fondato sull’autorità morale, lavi via decenni di macchie e riscriva la sua eredità”, scrive il corrispondente da Roma.

Normalmente convocata a Villa Grande, la residenza-ufficio di Silvio Berlusconi nella Capitale, la riunione con Matteo Salvini e Giorgia Meloni potrebbe quindi addirittura non tenersi. E se si terrà, il grande assente sarà proprio il Cavaliere. In mattinata Vittorio Sgarbi, intervistato a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha confidato che, rispetto alla decisione “siamo fermi”. “Sono 498 – ha sottolineato – i voti per il Cavaliere. Se votasse tutto il centrodestra, ma ci sono gli impossibilitati perché in quarantena o no vax, per cui secondo me diventano 420-410. Alcuni parlamentari che l’hanno sentito aspettano di incontrarlo”. E insiste: “Ogni ora che perdiamo, vuol dire arrivare a venerdì o sabato, la deadline di Salvini, senza poter rispondere: io so già che allo stato i numeri non ci sono. Per raggiungerli bisogna partire di corsa, ed è già molto tardi, per fare le telefonate su cui si può immaginare di trovare quel numero che ormai si avvicina a 100. Ma deve essere il Cavaliere a chiamare”.

Il critico d’arte e fedelissimo del leader di Forza Italia ieri aveva fatto sapere che “l’operazione scoiattolo”, la caccia telefonica di Berlusconi ai voti dei parlamentari indecisi (anche delle altre forze politiche) “si è conclusa perché sta meditando una via di uscita”, segno che la sua corsa al Quirinale, lanciata dal centrodestra nel vertice della scorsa settimana e che lo stesso Cavaliere dovrebbe confermare domani, potrebbe chiudersi qui. “Ho la sensazione che non tornerà a Roma, che la decisione sia da remoto”, ha chiarito Sgarbi. Questo perché, dice, il vertice del centrodestra “è stato rimandato”.

Quirinale, Berlusconi senza voti ma non si arrende allo stop di Salvini

Del resto a gettare ombre sulla candidatura di Berlusconi era stato nei giorni scorsi lo stesso Salvini, che ha annunciato che “nei prossimi giorni arriverà un nome della Lega”. Insomma, Berlusconi ora starebbe meditando la ritirata e il primo passo, al momento, è quello di non atterrare a Roma domani. “Non è andato a Strasburgo, né è venuto nella Capitale – ha osservato in mattinata Sgarbi – Mi sembra un segnale di una volontà di rallentare la corsa. Potrebbe anche darsi che non faccia il vertice, e comunichi al telefono quello che vuol fare. Se decide di non candidarsi direttamente può anche comunicarlo al telefono”. Sgarbi ribadisce: “Il centrodestra rimane nella posizione di vantaggio, che è un vantaggio di Berlusconi, un vantaggio di posizione in questo momento, e ha tenuto fin qui. Quindi oggi decide solo lui. È chiaro che se decidendo indica se stesso può andare a schiantarsi e quindi perde la possibilità che ha adesso, questa è la mia teoria, di indicare un nome o due o tre al centrodestra, che poi venga condiviso da Letta, Conte e gli altri”, ha detto a Timeline su Sky tg24.

E sulle ambizioni quirinalizie del leader di Forza Italia, il New York Times scrive: “Il miliardario ex primo ministro sta lavorando sodo per persuadere i parlamentari a votarlo la prossima settimana”, si legge nell’articolo che mette in evidenza le differenze con una figura come Sergio Mattarella, definito “un tranquillo uomo di Stato il cui fratello fu ucciso dalla mafia”. Un altro contendente nella corsa al Quirinale – si legge nella corrispondenza – è il primo ministro Mario Draghi, “un titano della politica europea che ha portato il Paese in un periodo di stabilità inusuale”.

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