Quirinale, Di Battista: “Elezioni in primavera probabili se Draghi fosse eletto al Colle”

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“Prima ero convinto che si sarebbe votato nel 2023: oggi non lo sono più”. A dirlo è Alessandro Di Battista a Roma durante il suo intervento dal palco allestito a piazza Scafati per il suo tuor #SuLaTesta con Alessio Villarosa. Una tappa nella Capitale per raccogliere consensi e adesioni per il suo futuro partito. “Qualora Draghi diventasse presidente della Repubblica qualcuno, anche nel Movimento 5 Stelle, potrebbe pensare di sostituire l’attuale premier. Ma tornare al voto non sarebbe in linea teorica sbagliato”, ha chiarito l’ex grillino inserendosi così nel dibattito tra i partiti rispetto al successore di Mattarella.

“Ritengo che oggi la possibilità di andare al voto ad aprile sia molto alta – ha ribadito Di Battista –  Nulla mi toglie dalla testa che queste nomine in Rai abbiano a che fare con la previsione della campagna elettorale che potrebbe aprirsi subito dopo l’elezione del Quirinale”.

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E nelle ore in cui Renzi è impegnato alla Leopolda, a Firenze, con Italia viva, l’ex 5S si interroga sulla composizione dell’attuale maggioranza. “In un nessun Paese al mondo – sottolinea – con la scusa della pandemia, governano ex fascisti, ex comunisti, liberisti, anti-liberisti, radicali, nazionalisti, secessionisti, patriottici, socialisti. Tutti quanti assieme con Draghi che decide e con il Parlamento che è esautorato”. E si chiede: “Come fanno a stare insieme Renzi e Salvini?”.

Di Battista ha poi parlato del suo futuro partito e achi gli chiede se costituirà un nuovo Movimento risponde: “Grillo e Casaleggio ci hanno messo 5 anni a pensare se creare una forza politica. Intanto mettiamoci insieme, facciamo un percorso, sarà una lunga marcia, poi tra qualche mese vediamo. Su questo mi impegno – assicura – anche perché io non ho mai agito per convenienza personale”.

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