Quirinale, Di Maio: “Dobbiamo proteggere Draghi dal toto nomi. No al voto anticipato”. Renzi? “Voleva annientare il M5S”

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Per Luigi Di Maio “quando discutiamo del tema della stabilità nazionale, non è sempre un problema di riforme. È un problema di nome, in questo caso ‘Matteo'”, ha detto con una battuta riferendosi a Matteo Salvini e Matteo Renzi, indicati come la cause della caduta degli ultimi due governi. Con loro due “la fiducia è venuta meno” e “il giochetto della politica di far cadere i governi non ci da grande lustro all’estero”, ha detto ancora il ministro degli Esteri al congresso nazionale di Confimprese a Fiuggi. Il dito è puntato contro Renzi. Dalle carte dell’inchiesta sulla Fondazione Open, ha ossevato Di Maio, è emerso “un sistema che doveva annientare politicamente Grillo, Di Maio, Di Battista, gli esponenti del M5S. Quando ho letto questa cosa non mi è sembrato inquietante, ma triste”. E ancora. L’inchiesta Open mette in evidenza che “Renzi considera gli altri la causa della perdita dei suoi consensi. Le manie di persecuzione, la sindrome di accerchiamento che c’è in tutti i politici, in Renzi sono elevati all’ennesima potenza. Quell’indagine rispecchia benissimo il fatto che ha l’1,1% dei consensi, ma si comporta come avesse il 40%”, ha aggiunto Di Maio.

L’attenzione del ministro si è spostato sulle prossime elezioni. “Se andiamo a votare dopo il Quirinale, a febbraio o marzo, non avremo un governo prima di luglio e se non hai istituzioni nel pieno delle funzioni come fai a fare le norme per affrontare la pandemia?”, ha osservato il ministro degli Esteri ribadendo di non volersi prendere “il rischio di spiegare alle famiglie italiane” che per quattro o cinque mesi non potrebbero avere un governo. Poi ha toccato la questione Berlusconi al Colle. E come aveva già detto in altre occasione parlando di Salvini, per Di Maio i sostenitori del leader forzista “lo stanno illudendo” di poter arrivare al Quirinale, per questo “provo molta empatia” per lui “perché lo stanno fregando”, ha detto Di Maio, convinto di “essere l’unico in Italia che non ha avuto rapporti con Berlusconi” e sostenendo di non provare rancore per l’appellativo di “bibitaro” che l’ex presidente del Consiglio gli affibbiò. “Ho il privilegio di non offendermi perché sono stato fortunato”, ha commentato Di Maio. Comunque “se il M5S avesse un candidato per la presidenza della Repubblica si verrebbe a sapere – ha detto ancora il ministro – Noi dobbiamo proteggere il presidente del Consiglio dal toto nomi perché rischiamo di compromettere la legge di bilancio. Se portiamo Draghi o Mattarella nel dibattito sul Quirinale indeboliamo le istituzioni”.

L’Isis pubblica la foto di Di Maio con Blinken e minaccia: “Conquisteremo Roma”

Sulle minacce ricevute dall’Isis, Di Maio si dice “tranquillissimo, con Blinken stiamo programmando l’apertura di questa piattaforma contro l’Isis in Africa perché l’Isis prolifera nel Sahel a pochi passi dall’Italia. Non ci facciamo intimidire da una rivista dell’Isis”. Mentre è “preoccupato dell’aumento dei contagi” per il Covid “in vista del Natale, che non ci possiamo permettere di vivere con gli esercizi commerciali che non stanno a regime”. “Il Green Pass era l’unico strumento che avevamo per non fermare di nuovo l’economia – ha osservato Luigi Di Maio – Siamo all’86% di italiani che hanno avuto almeno una dose, gli altri Paesi europei stanno più indietro e per questo ora stanno introducendo misure drastiche. Noi faremo tutto quello che serve per lasciare aperto il Paese. Quando prendiamo decisioni su vaccini e Green Pass molto tempo prima è perché stiamo guardando il comparato degli altri Paesi e capiamo qual è il rischio. Non ci possiamo permettere neanche il rischio di ipotizzarlo il peggio” dopo aver perso l’8% del Pil a causa della pandemia. “E se la comunità scientifica mi dice che dobbiamo farci la terza dose, noi lo facciamo, siamo pronti”, ha continuato il ministro. Ricordando che “uno dei primi a farsi la terza dose, come sempre a dare l’esempio, è stato il presidente della Repubblica Mattarella. È un segnale che dà a tutto il Paese di continuare a fidarsi della scienza”.

Ha difeso il reddito di cittadinanza, pilastro del M5S, senza il quale “in piena pandemia avremmo avuto disordini sociali che avrebbero minato lo sviluppo economico di tutto il Paese”. E sulla possibilità che Fedez voglia scendere in politica, ha commentato: “Non è che se uno compra un dominio fonda un partito non so cosa voglia fare Federico, lo deciderà lui”.

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