Quirinale, incontro Renzi-Letta. Il leader di Iv: “D’accordo su patto di legislatura, poi litigheremo nel 2023”

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La nuova giornata di incontri oggi si è aperta con il colloquio tra il segretario del Pd, Enrico Letta, e il leader di italia viva, Matteo Renzi. “Letta chiede un patto di legislatura, è un po’ quello che chiedo io. Mettiamoci d’accordo per l’interesse del Paese, poi litigheremo nel 2023”, dice Renzi a L’Aria che tira su LA7. E prova a fare un pronostico per la prossima settimana, quando lunedì 24 gennaio inizieranno le votazioni in Parlamento. “Ci sono tre o quattro ipotesi, è complicato ma giovedì o venerdì avremo il presidente della Repubblica. Non vi preoccupate se ora c’è una girandola di nomi”. Tra questi c’è anche quello di Silvio Berlusconi? “Se mi chiama, gli dico quello che penso, e cioè che questa partita non è per lui, non ha i numeri. Avrebbe potuto fare il king maker. Berlusconi non è della partita”, la risposta secca di Renzi.

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Insomma, sul nuovo capo dello stato “siamo abbastanza in alto mare, ma è normale”, rassicura il elader di Italia viva. Mario Draghi al Quirinale, per lui, “può essere il garante della politica e della nostra stabilità atlantica per sette anni. Se accadrà non sarà un politico a fare il presidente del Consiglio ma una figura che va bene a tutti”, ha detto Renzi che non si è espresso sulla potenziale entrata dei leader dei partiti politici in questo governo. “Se i leader vogliono entrare, entrano… sono valutazioni che faranno loro nel loro partito. O c’è uno schema che porta Draghi al Colle e un governo con una caratura politica, o Draghi resta a Palazzo Chigi e al Colle va una figura che prenda il consenso più ampio possibile”, il ragionamento dell’ex premier. Che in testa ha anche un altro nome, quello di Pierferdinando Casini. “È una buona idea, come Draghi e altri”.

Su Matteo Salvini aggiunge: “Deve decidere lui, penso che abbia diversi nomi in testa. Sarà un weekend di incontri e razionalmente nelle prossime ore Salvini dovrà decidere come giocare perché questa leadership numerica diventi leadership politica, per portare a casa il risultato”. Mentre sul vertice a casa di Giuseppe Conte con Enrico Letta e Roberto Speranza, precsa: “Perché non c’ero? La mia idea di centrosinistra è leggermente diversa da quella di Conte. Conte sostiene di essere di centrosinistra ma ha un omonimo che ha firmato i decreti sicurezza. Quando il centrosinistra era una cosa diversa, non c’erano i grillini”, punge il leader di Iv. Scartato Berlusconi, Renzi sostiene che “se il centrodestra fa un nome nell’interesse del Paese, noi lo votiamo. Sul Quirinale non abbiamo bisogno di mettere la bandierina”.

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