Quirinale, la Lega a Meloni: noi pronti ad andare al voto in qualsiasi momento. Amministrative 2022, Salvini propone primarie di coalizione

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L’elezione del nuovo presidente della Repubblica crea tensione e incomprensione fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Con annesse richieste di chiarimento, precisazioni, rimandi, prese d’atto e rilanci. Questa volta ad innescare la girandola è la leader di Fratelli d’Italia durante la registrazione di una trasmissione televisiva su Rete 4. Le viene proposto uno scenario che vede Mario Draghi al Colle e le elezioni politiche, come previsto, che si svolgono nel 2023. 

“Anche questo mi sembra abbastanza folle – risponde Meloni – I cittadini italiani in tutto questo esistono o non esistono? Possono dire la loro? No, non ci frega più niente. Se non ce ne frega più niente, è un problema perché non si chiama democrazia questa. Salvini sa benissimo come la penso e non so perché abbia cambiato idea rispetto a quello che diceva prima”. E conclude Meloni: “”Non funzionano le maggioranze arcobaleno. Se si sono trovati bene, io non posso che prenderne atto. Io sono all’opposizione”.

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Domanda secca, quasi un’accusa di tradimento di chiacchiere, impegni, scenari disegnati nei recenti vertici con Berlusconi. Ma per capire cosa accade veramente  e a cosa si riferisce Meloni bisogna fare un passo indietro. E andare a cercare le anticipazioni dell’annuale libro di Bruno Vespa. Dove, in un passaggio Salvini dice chiaro e tondo il primo novembre: “Se mi chiedono se Draghi sarebbe un buon presidente della Repubblica, rispondo che lo voterei domattina. Ma sul Quirinale gli scenari cambiano ogni momento. Draghi è certamente una risorsa per il Paese, ma non so se voglia andarci. Anche se ci andasse, non credo che ci sarebbero le elezioni anticipate”.

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Parole che Meloni ha letto, archiviato e poi ritirato fuori al momento opportuno. Perché nonostante i pranzi da Berlusconi, lei e il leader della Lega sono in competizione per la leadership del centrodestra. Con Fratelli d’Italia che sale e la Lega che scende.

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A Via Bellerio, sede milanese della Lega, l’attacco di Meloni non passa inosservato. E con il classico distico “fonti della Lega” parte una risposta a Meloni.  “Lega è pronta ad andare al voto per le Politiche in qualsiasi momento. Il timore del segretario Matteo Salvini è che molti parlamentari – a partire dai 5Stelle – faranno di tutto per evitare le elezioni anticipate”. fa sapere. 

E si aggiunge: A proposito di urne: nel 2022 sono in calendario le amministrative in importanti città. Dove ci potrebbero essere difficoltà per scegliere un candidato sindaco condiviso da tutto il centrodestra – per esempio a Como, Lucca o Palermo – Salvini proporrà primarie di coalizione”.

Dunque Salvini respinge le critiche di Meloni e rilancia. Corre in avanti e per non ripetere gli errori compiuti nelle scorse comunali, quando i veti incrociati hanno prodotto candidature di basso livello e in tempi troppo vicini al voto. la soluzione sono le primarie di coalizione. Argomento che in passato era stato proprio un cavallo di battaglia di Fratelli d’Italia. Ma allora si parlava della scelta leader del centrodestrae non del canddiato sindaco di Como.

Ma nella competizione a tutto campo la leader di Fratelli d’Italia può restare indietro. E rilancia anche lei. La soluzione ai mali italiani è il presidenzialismo.  “Penso che sia una grande sfida quella del presidenzialismo, penso che sia la madre di tutte le riforme che si possono fare in Italia”, annuncia sicura.

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