Quirinale, la tela di Salvini: “Proporrò un incontro a tutti i leader”. E apre alla proroga dello stato di emergenza: “Aspettiamo i dati”

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“In ottica Quirinale chiamerò tutti i segretari chiedendo un momento di confronto e di condivisione. Mi auguro che tutti accolgano l’invito. Ritengo mio dovere provare a trovare una sintesi comune e la proposta sarà quella di vedersi ed incontrarsi”. Manca più o meno un mese all’inizio della partita parlamentare per l’elezione del Capo dello Stato e Matteo Salvini prova a vestire il ruolo del mediatore. In una conferenza stampa alla Camera, il leader della Lega, ha confermato che per il successore di Sergio Mattarella il centrodestra si sta muovendo “compatto a partire dalla manovra. Sul Colle ribadisco il mio impegno a tenere unito il centrodestra ma ad allargare anche agli altri il dibattito”.

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Salvini, dunque, è pronto già oggi a fare “quelle dieci telefonate, per arrivare poi a un incontro, vedremo chi vuole farlo”. In mattinata, su Italia 7 Gold, l’ex ministro dell’Interno aveva sottolineato come l’elezione del presidente della Repubblica “rischia di essere molto complicata quindi cerchiamo di offrire scene positive e costruttive: faccio appello perché tutti portino il loro contributo, il centrodestra parte con numeri importanti e nessuno a sinistra può sedersi a un tavolo e dire quello no”. Una frecciata al segretario Pd Enrico Letta: “Vuole elezione rapida e unitaria? Speriamo – ha aggiunto – basta che la sinistra non inizi con i veti e i no, e quello non mi piace, quello è sovranista, quello è amico di tizio e di caio, basta che ci sia la voglia di risolvere”.

Poi, il segretario della Lega apre sulla possibilità di una proroga dello stato di emergenza: “Aspettiamo i dati, siamo al 13 dicembre e aspettiamo di confrontarci con sindaci e governatori. Non do giudizi a priori ma io sono assolutamente fiducioso e ottimista”. Un Salvini più possibilista anche rispetto alla posizione espressa qualche giorno fa da Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venezia-Giulia, che aveva liquidato come “non necessaria” la proroga dello stato di emergenza.

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