Quirinale, oggi il vertice tra Letta, Conte e Speranza. Il segretario dem: “Concorderemo nomi e proposte”

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Ultima giornata di vertici a poche ore dall’inizio delle votazioni. Alla vigilia delle urne per il Quirinale, oggi tocca al centrosinistra cercare di tirare le somme e, dopo il ritiro di Berlusconi dalla corse al Colle, proporre un nome “di alto profilo e non divisivo” che possa ricoprire la carica pià alta dello Stato ottenendo anche i voti del centrodestra. Poco dopo le 10.30 il segretario del Pd, Enrico Letta, è arrivato alla Camera dove alle 12.30 incontrerà per la seconda volta i leader del Movimento 5 Stelle e di Leu, Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Con loro, “a partire da oggi, dopo la fine della candidatura di Berlusconi che aveva bloccato fino a ieri tutto, concorderemo nomi e proposte”, ha fatto sapere Letta in un tweet pubblicato in mattinata.

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Lasciando la sua abitazione per raggiungere Montecitorio Conte ha sottolineato: “Il Movimento 5 Stelle ha un unico obiettivo e lo perseguirà fino alla fine: ha 235 voti di grandi elettori che mette a disposizione degli interessi degli italiani di avere un presidente autorevole che ci renda tutti orgogliosi di essere italiani e ben rappresentati. Continueremo a lavorare in questa direzione”.

Il Pd per i primi tre scrutini potrebbe votare Andrea Riccardi, il fondatore della comunità di Sant’Egidio. Ma resta in campo l’ipotesi di Mario Draghi (sui cui ora vira anche Giorgia Meloni), candidato autorevole sugli scenari internazionali spinto ora anche da Beppe Grillo. Conte resta tiepido all’ipotesi, anche per timore che un passaggio del premier al Colle comporti le elezioni anticipate. “Ora che Berlusconi ha fatto prevalere la responsabilità e ha deciso di ritirarsi dalla corsa al Colle,è il momento del Pd. Deve essere Letta (Enrico) a tessere la tela che tenga insieme l’Italia. Non Conte, Letta”, avverte il senatore Andrea Marcucci su Twitter.

E l’ex 5S Alessandro Di Battista a SkyTg24 sottolinea che candidando Draghi a presidente della Repubblica “si legano Colle e governo. Non è democratico”. E aggiunge: “L’elezione del presidente della Repubblica – ha aggiunto – dovrebbe essere indipendente dalla formazione del governo e da ‘interessi personali'”.

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