Quirinale, Renzi a Metropolis: “D’accordo con Gianni Letta. Il 27 avremo il nuovo presidente”. E Conte riunisce i 5S: “Berlusconi irricevibile. Via bandierine di parte”

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“Trovo molto sagge le parole di Gianni Letta. Ha fatto un appello molto serio. Sono totalmente d’accordo con Letta, Gianni”. Matteo Renzi esordisce così, in diretta su Metropolis Live, il podcast sui canali del gruppo Gedi, commentando le parole del braccio destro di una vita di Silvio Berlusconi che stamattina aveva invitato a guardare agli interessi del Paese e non solo di una parte. “Gianni Letta definisce uno schema di gioco totalmente diverso da quello della conta”, prosegue Renzi. Conta che, invece, rischia di concretizzarsi nel caso di uno stallo come quello che si sta prefigurando in questa fase con Berlusconi candidato per il centrodestra e con un altro nome “dell’area chiamiamola democratica, centrale, tecnica o di area centrosinistra. Se fossi il centrodestra eviterei il ballottaggio”.

Quirinale, Salvini e Renzi al lavoro su due ipotesi aspettando il flop di Berlusconi

Nel corso della chiacchierata, presenti oltre al conduttore Gerardo Greco anche la caporedattrice di Repubblica Laura Pertici e l’editorialista della Stampa Marcello Sorgi, Renzi è tornato più volte su Berlusconi: “Mi ha un po’ sorpreso – ha spiegato il leader di Italia Viva – non mi ha chiamato, ha chiamato i miei, diversi dei miei, qualcuno lo ha sbagliato con altri. Se mi chiama glielo dico per telefono quello che penso della sua candidatura. Se vuol sapere cosa penso mi chiama”.

L’ex presidente del consiglio tende, invece, ad escludere l’ipotesi di un bis di Sergio Mattarella: “Penso che per valutare un bis di Mattarella ci siano due elementi, il primo è che è un attento custode dei valori costituzionali, per la sua scuola di pensiero ci sarebbe il cruccio per una sua eventuale rielezione, per la modifica della Costituzione sostanziale. E poi per eleggerlo glielo devono chiedere tutti, ma Salvini e Meloni non ce li vedo. Penso che l’ipotesi di un Mattarella bis non sia all’ordine del giorno”. Una proroga? “Io anche questa ipotesi non la vedo. Scommetto che il 27 gennaio avremo un Presidente della Repubblica o una Presidente della Repubblica”.

Più chance ha al momento l’elezione di Mario Draghi che si porta dietro un nuovo assetto anche del governo: “Una delle ipotesi nella corsa al Colle è lo schema Draghi presidente – prosegue Renzi – è il giocatore più rispettato in Italia e nel mondo. Se sta a Palazzo Chigi sono contento, se va al Quirinale sono contento. La ricaduta di Draghi presidente della Repubblica è la necessità di un nuovo governo, o Ursula – senza Meloni e Salvini – oppure Salvini dice dei leader”. E quella del governo dei leader “è una ipotesi di cui si può ragionare. Perché no? Può essere una risposta per il Paese”. Lui, però, si sfila: “Grazie, ho già dato. C’è un tempo per ogni cosa”.

Infine una stoccata a Giuseppe Conte, leader dei 5S: “Mi dà noia chi dice ‘voglio candidare una donna’ ma non fa il nome. Io sono convinto che sia maturo il tempo per avere una donna al Colle, a Chigi, alla guida del Csm, alla direzione dei giornali. Però chi fa il leader politico deve dire chi è la candidata, non esprimere un auspicio”.

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Intanto, Conte, proprio mentre Renzi era live su Metropolis, ha riunito i 5 Stelle per discutere di Quirinale. L’indicazione forte, al momento, è un no secco a Berlusconi: “La sua candidatura è irricevibile”, ha detto il leader del Movimento. “Non potremmo mai sentirci vincitori nella partita del Quirinale se dovessimo abbracciare soluzioni che tradiscono i nostri valori”, ha aggiunto. Eppure, vista la composizione del Parlamento, secondo il Conte “bisogna mettere da parte gli interessi di parte, l’appello rivolto ai parlamentari. Serve un confronto sul Quirinale, l’asse progressista è forte, ho instaurato anche un canale di confronto con le forze di centrodestra perché serve impegno e sforzo per una larga convergenza tra le forze che sostengono il governo e che sono all’opposizione”. Il Movimento, però, secondo il suo leader, almeno a parole, si candida a essere “l’ago della bilancia”. “Bisogna allargare il confronto per la scelta del Capo dello Stato, ma il campo progressista è solido”.

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