Quirinale, stop all'”operazione scoiattolo”. Sgarbi: “Berlusconi triste, sta meditando una via d’uscita onorevole”

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Si è autodefinito “l’acchiappa farfalle” di Berlusconi. Telefona e, se nessun risponde, telefona ancora. Vittorio Sgarbi, da giorni, sta lavorando alacremente alla scalata al Colle di Silvio Berlusconi. Operazione improba, definita anche “operazione scoiattolo”, il soprannome della strategia portata avanti dal Cavaliere per conquistare quei 50-60 voti (ma c’è chi dice che debbano essere forse il doppio) per fargli ottenere la maggioranza assoluta al quarto scrutinio e consentirgli così la clamorosa elezione alla presidenza della Repubblica. Col passare dei giorni, l’ottimismo di Sgarbi si è affievolito. Come anche quello dello stesso fondatore di Forza Italia. Che ora, dalle parole consegnate proprio da Sgarbi a “Un giorno da pecora”, su Radio 1, è “abbastanza triste”.

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“Ci devono essere delle inquietudini di natura psicologica, non degli elettori, ma nel candidato, perché è rimasto a Milano – continua il deputato e critico d’arte – Credo che questa, come dire, pausa dipenda dal fatto che starà pensando se c’è una via d’uscita onorevole, con un nome che sia gradito a lui, forse Mattarella”. L’operazione, aggiunge Sgarbi, “si è fermata oggettivamente”. Una conferma alle voci che giravano anche ieri e che parlavano di un passo indietro da parte di Berlusconi nel giro di due-tre giorni con l’indicazione di un nome sul quale provare a far convergere le altre forze parlamentari. Un modo anche, pur nella rinuncia alle personali aspirazioni del Cavaliere, per assegnarsi il ruolo di kingmaker in questa complicata partita per il Quirinale.

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