Rai, caso Ranucci: nessun pagamento irregolare. Ma viale Mazzini invita il conduttore di Report al rispetto deontologico

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La nuova stagione di Report sta per cominciare, lunedì sarà di nuovo su Rai3 in prima serata, ma la partenza prende il via dopo mesi di indagini con un “assoluzione” e una  “tirata d’orecchie” a Sigfrido Ranucci, che del programma di inchiesta ne è volto e anima. Si è conclusa infatti l’istruttoria dell’Internal Audit sull’affaire dossieraggio e compensi poco chiari di alcuni servizi televisivi.”Con riferimento alle asserite acquisizioni di filmati con pagamenti irregolari e all’attività di dossieraggi – fa sapere in una nota la Rai –  dopo una attenta e puntuale disanima riferita agli anni 2013-2021, la segnalazione non ha trovato alcun riscontro”.

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Ma Ranucci era anche finito nell’occhio del ciclone non solo per contabilità contestata, ma nei mesi scorsi era stato il protagonista di un’inchiesta interna Rai per aver inviato dei messaggini su whatsApp, affatto teneri, al commissario di Vigilanza Andrea Ruggeri (FI), lo scorso novembre. Messaggini scritti dal conduttore televisivo sull’onda emotiva e piena di rabbia a seguito di una lettera anonima che lo accusava di molestie sessuali in redazione. Accuse che si sono rivelate assolutamente infondate. Ma sui toni al “sentore di minaccia” di quei Whatsapp, viale Mazzini non ha  affatto sorvolato. eE lo bacchetta. “Quanto al contenuto dei messaggi scambiati con componenti la Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi – prosegue la nota – l’Azienda, alla luce dell’accertata violazione del Codice Etico e valutate le circostanze, ha proceduto al formale richiamo del dottor Ranucci all’osservanza dei principi etici e di comportamento aziendali, nonchè dei doveri deontologici cui sono tenuti i giornalisti del servizio pubblico”.

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Soddisfatto il conduttore: “Sono orgoglioso di come è stato fatto il lavoro di analisi della contabilità di Report. L’audit della dottoressa Gandini e dell’Anticorruzione è stato rigorosissimo – dice – Sono andati a vedere 10 anni di storia di Report e hanno trovato tutti i conti in ordine, perché ho sempre pensato che questo modo di procedere fosse una forma di rispetto verso il cittadino che paga il canone”. Ma sulla storia dei messaggini al veleno fa mea culpa: “E’ giusto, chi sbaglia paga. Come sempre mi assumo le responsabilità di quello che faccio. Sarebbe bello lo facessero tutti quando succede”.

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