Rai, Fuortes: “Non ho mai chiesto l’aumento del canone. Il piano industriale? Sarà approvato entro giugno”

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“Non ho mai chiesto in alcuna sede di aumentare il canone di un solo euro, nonostante quello italiano sia il più basso dell’Unione europea”. A dirlo è stato l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, durante l’audizione in commissione di Vigilanza. L’azienda, ha spiegato, non ha alcuna intenzione di “gravare maggiormente sui cittadini che pagano 90 euro all’anno, pari a circa 25 centesimi al giorno. Di questi 90 euro, solo circa 75 arrivano alla Rai. Certamente l’azienda – ha concluso l’ad – avrebbe meno problemi se potesse ricevere l’intero ammontare o quasi della somma che pagano gli utenti”.

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Il piano industriale

Rispetto al piano industriale della televisione pubblica, Fuortes ha ricordato che “il 13 gennaio sono state condivise nel consiglio di amministrazione le linee guida che rappresentano con chiarezza l’obiettivo della Rai di rimanere centrale anche nel nuovo contesto digitale”.  Annunciando comunque che il piano industriale sarà approvato entro giugno, l’ad di Viale Mazzini ha precisato: “Il processo di pianificazione deve integrare il piano industriale, il nuovo contratto di servizio e il piano di sostenibilità”, precisando che la velocità e la profondità degli interventi dipenderà dalla disponibilità delle risorse.

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Ranucci (Report) e i messaggi minatori

Il parlamentare di Forza Italia Andrea Ruggieri ha denunciato in commissione di Vigilanza una serie di messaggi scambiati con il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, dopo le polemiche sorte in seguito alla lettera anonima con le accuse di molestie sessuali al giornalista. “I messaggi contengono insulti diffamatori e minacce e allusioni sul possesso di dossier”, ha spiegato Ruggieri chiedendo a Fuortes di prendere provvedimenti e annunciando la presentazione dei messaggi in procura. Ma l’amministratore delegato ha replicato: “Le accuse a Ranucci non sono state riscontrate”. Le affermazioni di Ruggieri, ha detto Fuortes, “sono serie e gravi. Io non sono un giudice, sono un amministratore che ha rispetto delle leggi. Sono comunicazioni private non fatte nell’esercizio delle funzioni di Ranucci. Se il tutto fosse avvenuto in trasmissione sarebbe stata diverso. Il caso deve essere giudicato dalle autorità competenti, noi attiveremo l’audit, unico organo competente”. E intanto alla Rai si parla di un possibile taglio delle puntate di Report, che potrebbe passare dalle attuali 28 a 22 per lasciare spazio alla striscia serale di Lucia Annunziata.

Il taglio dell’edizione notturna dei TgR

Fuortes ha poi affrontanto nuovamente la questione della cancellazione dell’edizione notturna dei Tg regionali della Rai. Una decisione che ha portato l’amministratore delegato a scontrarsi duramente con i sindacati dell’emittente pubblica. “L’edizione notturna dei Tgr è stata cancellata per motivi editoriali e di risparmio economico – ha ricordato – i 4 minuti sono stati sostituiti da informazione nazionale. Purtroppo c’è stato un irrigidimento da parte del sindacato che non si è seduto al tavolo confronto. Ma da parte dell’azienda c’è disponibilità totale”.

Poi, sul successo di ascolti dell’ultimo Festival di Sanremo, Fuortes ha ricordato che ha ottenuto ” numeri più alti degli ultimi 20 anni”. In particolare, c’è stato “un boom del pubblico più giovane e per la fruizione attraverso i canali digitali e sui social network”.

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