Rai Pd Salini spieghi la nomina di uno dei dirigenti coinvolti in Vallettopoli

Rai, Pd: “Salini spieghi la nomina di uno dei dirigenti coinvolti in Vallettopoli”

La Republica News
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Prima il caso Morra, poi quello del rilancio (poi ritirato in extremis) dell’intervista del 2016 a Luca Varani, il mandante dell’agguato a Lucia Annibali sfregiata con l’acido che avrebbe dovuto andare in onda il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Infine, la nomina alla Direzione Pubblica Utilità di Giuseppe Sangiovanni, “toccato – come ricorda la portavoce della Conferenza delle donne democratiche, Cecilia D’Elia – dalla cosiddetta vicenda Vallettopoli che fu una brutta pagina della Rai di qualche anno fa”.
Zingaretti: “Per la Rai serve un amministratore delegato esterno, un nome di alto profilo”. Cambio in vista
di Giovanna Casadio 12 Novembre 2020

Prosegue con una serie di scivoloni il fine mandato dei vertici Rai. Il ministro dell’Economia Roberto Gualteri ha già suonato il gong stabilendo che allo scadere del cda (giugno 2021) l’ad Fabrizio Salini non sarà rinnovato nè prorogato. Ma continua l’insofferenza del Pd che sta premendo per anticipare i tempi dell’avvicendamento visto che secondo i dem l’azienda rischia di trovarsi allo sbando con un deficit che cresce sempre di più. Era stato il ministro dell’Economia a battere il tempo scaduto alla dirigenza di Salini. “Negli ultimi anni – aveva detto il Ministro – il bilancio ha registrato risultati netti negativi pari a 34 milioni nel 2018 e a 35 milioni nel 2019. Bisogna voltare pagina e rilanciare l’azienda”, era stata la dichiarazione, che di fatto suonava come un atto di sfiducia, di Roberto Gualtieri che aveva poi annunciato di “essere al lavoro per una nuova governance della Rai”.Tv pubblica
Gualtieri: “Al lavoro sulla nuova governance Rai”
di Giovanna Vitale 11 Novembre 2020

Nicola Zingaretti, il segretario dem, del resto, aveva imposto la sua linea politica sulla televisione pubblica: “Per la Rai serve un amministratore delegato esterno, un nome di alto profilo” era stato il suo diktat. Come dire, non si prorogano i vertici Rai, cioè l’ad Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa, allo scadere fra qualche mese del cda.Poi c’è stato il caso Nicola Morra: proprio mentre divampava la bufera per le dichiarazioni su Jole Santelli e i suoi strali sui calabresi, la trasmissione di Rai 3 escludeva dalla trasmissione Titolo Quinto il presidente della Commissione Antimafia, provocando una indignazione bipartisan contro la Rai per una censura senza precedenti. La televisione pubblica era poi stata costretta a una goffa giustificazione (“Escluso per evitare polemiche”) rilanciando l’invito allo stesso Morra.Non si era ancora placato il rumor su quel pasticcio che scoppia un altro scandalo, quello del rilancio in occasione della giornata contro la violenza alle donne dell’intervista del 2016 a Luca Varani, il mandante dell’agguato a Lucia Annibali sfregiata con l’acido. “Tema che Franca Leosini – denuncia il parlamentare Michele Anzaldi, della Commissione vigilanza Rai – fa irrompere già in apertura proponendo un suo ‘Storie maledette quando l’acido ti sfregia l’anima’”. Intervista poi precipitosamente ritirata all’ultimo momento ma che lascia aperto il dilemma su chi mai avesse deciso ai vertici della programmazione Rai di riproporre quel servizio.[embedded content]
A questo proposito si registra un giallo denunciato da Anzaldi: “La Rai ha cancellato dal suo sito l’incredibile comunicato stampa con cui veniva riproposto su Rai Storia l’intervista a Varani”. “Ora – aggiunge – la Rai darà spiegazione di quel comunicato diffuso e poi ritirato da parte di un costosissimo ufficio stampa dell’azienda guidato da una dirigente con la doppia poltrona (Rai e presidente Auditorium di Roma grazie alla Giunta Raggi)?”.[embedded content]
Infine l’ultimo inciampo, quello oggi denunciato dalla portavoce della Conferenza delle donne democratiche, Cecilia D’Elia: “Nell’infinita serie di nomine che è diventata la Rai della fine gestione Salini – afferma D’Elia – , apprendiamo che l’amministratore delegato ha appena nominato alla direzione Pubblica utilità Giuseppe Sangiovanni, toccato dalla cosiddetta vicenda Vallettopoli che fu una brutta pagina della Rai di qualche anno fa”. “Non solo – continua l’esponente del Pd in una nota – avalla a Rai2 nomine di vicedirettori uomini. Per non farsi mancare nulla sceglie anche uno dei protagonisti di Vallettopoli per promuoverlo a capo di un un’importante direzione Rai. Chiediamo a Salini di riconsiderare, visti anche i recenti inciampi di direzione aziendale – conclude D’Elia -, l’opportunità di questa scelta”.Sangiovanni fu indagato per concussione sessuale e poi prosciolto nell’inchiesta del 2006 battezzata Vallettopoli: ragazze che sognavano di sfondare nel mondo del cinema e della televisione, costrette a concedersi ai potenti, dirigenti televisivi o personaggi della politica, in cambio della possibilità di diventare star. Dall’inchiesta del pm di Potenza, Henry John Woodcock, avevano coinvolto anche la show girl, Elisabetta Gregoraci, allora fidanzata di Flavio Briatore, protagonista di alcune trasmissioni di successo della Rai, da “Il malloppo” a “Diglielo in faccia”.Nell’ordinanza veniva sottolineato il ruolo di Giuseppe Sangiovanni, vice direttore delle risorse tv della Rai e di Salvatore Sottile (era stato messo agli arresti domiciliari), portavoce dell’ex vicepresidente del consiglio, Gianfranco Fini. Entrambi erano stati accusati di concussione sessuale. Secondo gli atti dell’ordinanza di custodia cautelare, la soubrette sarebbe stata in pratica costretta ad avere ripetuti rapporti sessuali con il portavoce di Gianfranco Fini. Rapporti consumati, in alcuni casi, perfino alla Farnesina, sede del ministero degli Esteri.


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