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Ramadan, il Comune leghista nega la palestra: nel Cuneese la festa musulmana si fa in chiesa

La Republica News
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“La chiesa di Fossano vi dà il benvenuto”. È il cartello che giovedì ha accolto la comunità musulmana della cittadina del Cuneese tra le mura della chiesa Santo Spirito, per celebrare la celebrazione di fine Ramadan, l’Eid al Fitr,una delle più sentite celebrazioni per i fedeli musulmani. La comunità non aveva un posto abbastanza spazioso dove stare, nel rispetto delle norme anti-Covid: ha chiesto al Comune, amministrato da una giunta di centrodestra a guida Lega, l’uso della palestra municipale o di un altro locale adatto come negli anni scorsi, ma non ha ricevuto risposta.

Così il parroco don Flavio Luciano ha messo a disposizione dei 200 fedeli una sala interna, mentre accanto si celebrava la messa. “Una scelta semplice frutto di rispetto e di un’amicizia di fondo. È stato spontaneo. Non so perché alcune cose semplici nell’Italia di oggi facciano notizia” spiega il sacerdote.

È stata sua la scelta di accogliere la richiesta degli islamici: la comunità aveva presentato istanza all’amministrazione comunale per ottenere uno spazio più ampio e celebrare così in sicurezza la festa visto il timore che la moschea, dove i musulmani erano soliti celebrare la festa negli altri anni, non fosse abbastanza ampia per garantire il distanziamento. Ma non è arrivata alcuna risposta dalla giunta di centrodestra. Così, due giorni prima della celebrazione, la comunità islamica ha cercato un’alternativa bussando alle porte della chiesa.

La scelta di don Flavio Luciano è stata raccontata attraverso i social della parrocchia: “La nostra comunità oggi ha accolto i fratelli musulmani che hanno terminato il Ramadan, pregando per la fratellanza universale. Bello”. A loro è stata lasciata la sala interna che ha anche uno spazio esterno. “In passato, tra le due comunità, ci sono stati momenti di incontro – aggiunge – così se è instaurato un dialogo e un rispetto reciproco che in questa decisione ha trovato una semplice risposta”.

La vicenda ha tuttavia provocato polemica a livello politica, con il Pd che chiede spiegazioni al sindaco leghista Dario Tallone. Che si giustifica così:  “Loro ci hanno comunicato di poter fare la festa, il 12 o il 13 maggio, per la chiusura del Ramadan. Nel documento che ci hanno inviato non c’è scritto in quale posto volessero fare questa festa, non ci hanno chiesto nulla né un locale e né una piazza. Non tocca all’amministrazione autorizzare una festa religiosa”.

La replica del Pd non si è fatta attendere: “Non appena la notizia ha iniziato a diffondersi il sindaco Tallone si è trincerato dietro a motivazioni di natura burocratica tirando in ballo il fatto che, a suo dire, fosse stata presentata una comunicazione generica e scarsa di contenuti. Il gesto di disponibilità di don Flavio nei confronti della comunità islamica rende ancora più evidente l’assurdità del rifiuto da parte dell’amministrazione. Il nostro sindaco sempre più spesso si dimentica di dover essere il sindaco di tutti i cittadini fossanesi. Scelte come questa, che, senza motivo, escludono e penalizzano una intera comunità ostacolando la libera espressione della fede, ci lasciano veramente amareggiati e senza parole. Sindaco, faccia bella figura: chieda scusa e si ravveda. Ha un anno di tempo per prepararsi all’Eid al Fitr 2022”.



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