Rapporto Gimbe: +80% dei contagi e tracciamento in tilt, ma ricoveri e decessi salgono più lentamente

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Fotografia di un paese spazzato da Omicron: il rapporto della Fondazione Gimbe mostra l’esplosione dei contagi. Negli ultimi sette giorni si sono infettati 320mila italiani, uno ogni 187 abitanti. Si tratta di un aumento dell’80,7% nella settimana dal 22 al 28 dicembre rispetto alla precedente. L’incidenza è a livelli record: oltre 500 casi settimanali ogni 100mila abitanti, quando la prima soglia di allerta è 50, e il tracciamento completamente saltato. L’Italia è preda del caos tamponi, con un gran numero di test rapidi antigenici che dà risultati falsi negativi. Ma in questo quadro così problematico, la notizia migliore è che ricoveri e decessi seguono la curva dei contagi con relativa lentezza.

L’ultima settimana è costata la vita a 1.024 italiani, il 16,1% in più rispetto alla precedente. Le persone oggi in ospedale per mancanza di respiro sono 10.089, il 20% in più. Quelle ricoverate in terapia intensiva sono 1.145, più 13,1% in sette giorni. I positivi in Italia sono ormai un esercito: 598mila, 212mila in più rispetto alla settimana precedente, praticamente uno ogni cento. L’aumento è del 55,9%.

I casi aumentano perché il virus circola molto, ma anche perché lo si cerca di più, spiega Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe: “Da due mesi e mezzo si rileva un aumento dei nuovi casi, che nell’ultima settimana ha subìto un’ulteriore impennata, superando quota 320 mila, sia per l’aumentata circolazione virale, sia per l’incremento del numero dei tamponi». La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi è schizzata da 27.199 del 22 dicembre a 45.753 il 28 dicembre (+68,2%) e il rapporto positivi/persone testate ha raggiunto il 37,8%, indicando che in assenza del calo dei tamponi nei giorni festivi il numero dei nuovi casi sarebbe ancora maggiore.

In tutte le Regioni, ad eccezione della Provincia Autonoma di Bolzano, si è rilevato un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 9,6% del Friuli-Venezia Giulia al 257,6% dell’Umbria. In 45 Province l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Milano (1.243), Lodi (1.158), Monza e della Brianza (1.023), Varese (907), Perugia (896), Pavia (891), Siena (835), Alessandria (821), Como (817), Terni (812), Imperia (763), Arezzo (739), Firenze (719), Treviso (708), Vicenza (682), Rimini (678), Cuneo (677), Padova (671), Cremona (669), Novara (661), Venezia (658), Biella (653), Verbano-Cusio-Ossola (643), Asti (643), Torino (641), Lecco (608), Verona (602), Bergamo (590), Brescia (586), Aosta (569), Sondrio (550), Trento (546), Massa Carrara (533), Mantova (532), Forlì-Cesena (529), Rovigo (529), Lucca (527), Reggio nell’Emilia (527), La Spezia (525), Ravenna (525), Prato (522), Napoli (521), Trieste (521), Pisa (513) e Rieti (508).

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