155623587 a1473ac4 ff2c 4af0 bbeb a726b2770a3b

Rave party con rissa alla Darsena, Sala: “Sto con forze dell’ordine, conseguenze ricadono su tutti”. Oggi numero chiuso, ma sui Navigli c’è folla

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

155623587 a1473ac4 ff2c 4af0 bbeb a726b2770a3b

Una serata continuata ben oltre l’ora del coprifuoco senza regole, con centinaia di ragazzi ammassati e molti senza neanche le mascherine vicino allo specchio d’acqua della Darsena di Milano. Musica, baracchini con alcolici e una rissa sedata quasi subito dai carabinieri con lanci di bottiglie e urla. Immagini vergognose, quelle di sabato sera a Milano, con il rave party organizzato nell’ultimo sabato di zona gialla della Lombardia prima del ritorno in arancione da domani, lunedì 1° marzo e feste e fuochi d’artificio anche in piazza Archinto, all’Isola, dove sono stati perfino sparati alcuni fuochi d’artificio. Ma non è il colore a fare la differenza: perché in ogni caso quegli assembramenti erano vietati, e sono stati una sfida non solo alle forze dell’ordine ma soprattutto a chi da un anno vive le restrizioni legate alla pandemia. Per questo per oggi sono stati decisi – in caso di sovraffollamento – ingressi contingentati e ‘senso unico’: da stamattina sono state montate transenne e chiusi gli accessi laterali. In Darsena si entra quindi da piazza XXIV Maggio e si esce da piazzale Cantone. Questo però non ha fermato la folla sui Navigli dove tantissime persone si sono riversate all’ora di pranzo nei ristoranti con i tavoli all’aperto.

Transenne alla Darsena per evitare assembramenti, ma nei ristoranti sui Navigli la folla del tutto esaurito

Ingressi contingentati e ‘senso unico’ in Darsena a Milano: è questa la prima conseguenza della folla che si è ritrovata ieri sera per una sorta di rave party nell’ultimo sabato in zona gialla. Da stamattina sono state montate transenne e chiusi gli accessi laterali. In Darsena si entra quindi da piazza XXIV Maggio e si esce da piazzale Cantone. Ma questo non ha impedito ai milanesi di affollare i ristoranti dei Navigli, come si vede dalle immagini di fotogramma. Si stanno nel frattempo analizzando le immagini dei rave per identificare i partecipanti, che saranno sanzionati – LEGGI L’ARTICOLO

Milano verso la zona arancione ma i Navigli sono sold out. E in serata addio alle regole

Assembramenti a Milano, la distesa di bottiglie lungo la Darsena dopo l’aperitivo-rave

Il sindaco Beppe Sala, ieri mattina, aveva fatto un appello al buon senso, caduto completamente nel vuoto. Perché se le scene della Darsena sono le peggiori – si stanno nel frattempo analizzando le immagini dei rave per identificare i partecipanti, che saranno sanzionati – per tutto il giorno sui Navigli, in corso Como e in altri dei luoghi più frequentati della città la folla è stata una presenza continua, con i ristoranti impegnati su tripli turni di servizio fino alla chiusura delle 18 e bar che sono andati anche oltre quell’orario. Camionette delle forze dell’ordine hanno presidiato il centro e le zone della movida ormai non più serale, ma senza successo. E oggi Sala replica: “Ieri sera intorno ai Navigli e alla Darsena c’erano migliaia e migliaia di persone. Le forze dell’ordine, tra quelle coordinate dalla Questura e quelle del Comune, erano pari a circa 200 unità (il numero l’ho ricevuto dal Prefetto). E, che piaccia o no, di più non si poteva metterne, perché la città è grande e va gestita nella sua interezza. Questa è la realtà. Sarebbe stato meglio chiudere nel pomeriggio la Darsena? Ma secondo voi, chi stava in giro sarebbe stato a casa o sarebbe andato da qualche altra parte? Avete idea di quanti luoghi cittadini raccolgono la sera persone che si aggregano? E poi, ci lamentavamo quando il Governo precedente decideva dalla sera alla mattina il cambio di “colore”: ora che la decisione viene comunicata tre giorni prima vedete tutti cosa succede”.

Lombardia zona arancione da lunedì 1° marzo: rischio alto per i contagi, scattano le nuove restrizioni. Fontana: “Cambiare le regole”

Dal centrodestra da ieri sera gli attacchi alla gestione di questo sabato di follia si susseguono, e anche tantissime persone sui social si lamentano. “Di fronte a questi dati di realtà, la maggior parte dei commenti sono sulla mancanza delle forze dell’ordine – aggiunge Sala -. Io però sto dalla loro parte, dalla parte di uomini e donne che sono lì a lavorare e non dalla parte di chi non tiene un comportamento adeguato alla grave crisi sanitaria che stiamo attraversando. Ma se viene meglio scrivere a lettere cubitali “DOVE ERANO POLIZIOTTI E VIGILI?” cosa volete che vi dica? Solo che continuerò a lavorare, a metterci la faccia. Con pazienza, dedizione e misura, come il mio ruolo richiede. Un’ultima riflessione. L’ho detto ieri, con questa terribile pandemia se non si rispettano le regole poi si paga pegno. Così probabilmente sarà e purtroppo le conseguenze ricadranno su tutta la comunità”, conclude Sala. Con un riferimento preciso: perché l’eventuale aumento dei contagi legato agli assembramenti di questi due giorni si vedranno non subito, ma nel giro di un paio di settimane, con la conseguenza che difficilmente si potrà uscire presto dalla zona arancione.

Milano, drink e musica: l’aperitivo prima della zona arancione diventa un rave in strada

Gli scriteriati dell’ultimo drink tutti insieme appassionatamente: la maggioranza silenziosa di prudenti non ne può più

E oggi è un’altra giornata da bollino rosso, proprio per l’ultimo giorno di ristoranti e bar aperti con servizio fino alle 18. Oggi pomeriggio è in programma un flashmob degli operatori commerciali di via Ascanio Sforza per protestare contro i ritardi della pedonalizzazione. Un appuntamento che ieri era stato presentato così: “Dalle 17.30 alle 18 – spiega Michele Berteramo rappresentante del DUC Distretto del Commercio Navigli e consigliere di Epam Confcommercio Milano (pubblici esercizi) – in ogni locale della via verrà offerto da bere a tutti i passanti”. Un’iniziativa che non è passata inosservata, con il rischio di ulteriori assembramenti. Così, non si sa se per intervento dall’alto o per spontanea riflessione, in serata l’annuncio è diventato: flashmob ma senza offrire da bere nei locali perché “è preminente il rispetto della sicurezza sanitaria”.



Go to Source