Recovery documento Pd occasione per nuovo patto italiano

**Recovery: documento Pd, ‘occasione per nuovo patto italiano’**

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Roma, 29 dic. (Adnkronos) – “Il Recovery Plan è l’occasione per un nuovo ‘patto italiano’ che affronti la crisi con il coraggio del cambiamento, vinca la sfida della transizione verde e digitale, riduca le disuguaglianze sociali, di genere e territoriali, costruisca opportunità di qualità per le nuove generazioni”. Si legge nel documento Pd sul Recovery consegnato ai ministri Roberto Gualtieri e Enzo Amendola.

“Occorre evitare che la giusta ambizione che ispira il documento proposto dal Governo si concretizzi talvolta in una serie di progetti che rischiano più di consolidare o soltanto correggere il Paese che c’è, con i suoi limiti, i suoi ritardi e le sue ingiustizie, piuttosto che delineare un’altra idea dell’Italia, un altro realistico e desiderabile modello di sviluppo. Questo è a nostro avviso il punto politico centrale; occorre una maggiore discontinuità negli obiettivi di trasformazione del Paese perché l’obiettivo non deve essere ‘ricostruire’ quel che c’era, ma ‘rigenerare’ il Paese investendo nelle sue enormi potenzialità e affrontando le sue fragilità”.

Il testo è diviso in otto capitoli: ‘Più investimenti, meno incentivi’, ‘Politiche attive del lavoro’, ‘Una vera transizione ecologica’, Digitalizzazione e innovazione’, ‘Investire nella cura e nell’enpowerment della persone, più forza alle infrastrutture sociali’, ‘Parità di genere’, ‘Mezzogiorno’ e ‘Aspetti metodologici e governance’.

“È fondamentale rafforzare la componente degli investimenti, finalizzando le risorse ai progetti con maggiore impatto trasformativo e capaci di sviluppare filiere nei settori più avanzati dal punto di vista tecnologico, della sostenibilità ambientale, dell’innovazione sociale e culturale”, si legge nel documento Pd. “Questa esigenza riguarda tutte le missioni del Piano, soprattutto quelle relative alla Rivoluzione verde e transizione ecologica e alle politiche industriali del cluster Innovazione, competitività, digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione, anche traendo ispirazione dall’impostazione positiva delle misure della missione Istruzione e ricerca”.

“In particolare in merito al trasferimento di tecnologia e al rafforzamento di Ricerca e Sviluppo (dove sarebbe comunque importante far emergere la dimensione di genere e prevedere misure per le start-up innovative e il potenziamento degli Accordi di innovazione) . Anche le grandi aziende pubbliche devono essere protagoniste di questo progetto, avere una ‘missione paese’ su cui indirizzare il loro lavoro. Gli investimenti attivabili con il Recovery Plan devono puntare a rafforzare i ‘campioni nazionali’ in settori strategici, come quello digitale e dell’energia, per rafforzare il sistema industriale italiano e la sua competitività”.

Per quanto riguarda il capitolo ‘lavoro’, si legge, “vogliamo ribadire, anche in questa occasione, una preoccupazione connessa all’assenza di adeguati strumenti normativi in vista dell’esaurimento degli interventi straordinari tesi ad impedire i licenziamenti. La mancanza di un disegno riformista sul fronte degli ammortizzatori sociali, così come nell’ambito delle politiche attive del lavoro e delle infrastrutture sociali, rischia di rendere ancor più traumatiche, dal punto di vista sociale, le conseguenze della crisi generata dal Covid e di produrre un utilizzo tutt’altro che ottimale delle risorse disponibili in quest’ambito”.

Sul capitolo digitalizzazione “dobbiamo evitare che le risorse erogate contribuiscano a consolidare posizioni già oggi dominanti e compromettere il patrimonio di dati disponibili per lo sviluppo futuro del nostro sistema produttivo. Tra i grandi progetti nazionali che potrebbero orientare il mercato nella direzione indicata riteniamo che tre possano caratterizzare questo obiettivo: la digitalizzazione nella scuola, nella sanità e delle città anche in relazione a forme di partecipazione democratica, alle scelte delle comunità interessate”.

Inoltre, si sottolinea nel documento Pd, “riteniamo debba poi essere meglio chiarito lo scopo della struttura indicata della cyber security, in particolar modo il modo in cui si relaziona e si integra con gli strumenti già oggi finalizzati alla tutela della sicurezza nazionale”.

Quindi, le infrastrutture sociali: “Nonostante l’apprezzamento per le progettualità dedicate all’istruzione pensiamo ci sia l’esigenza di una maggiore centralità dell’investimento in conoscenza, condizione per raggiungere anche gli obiettivi di competitività indicati nel piano, essenziale per il successo delle due grandi transizioni che dovremmo affrontare. Non appaiono assolutamente sufficienti le risorse quelle per i nidi, progetto che riteniamo strategico, rispetto agli obiettivi indicati di copertura, poche sono le risorse per i giovani, per la vulnerabilità e scarsa l’attenzione rivolta al Terzo settore”.

Infine il metodo e la governance. Secondo il Pd “per ogni singola azione vanno specificati meglio gli indicatori, in grado di definire l’impatto ambientale, sociale, di genere, territoriale dei singoli progetti”. Riguardo al tema della governance del Piano “riteniamo corretto impostarlo nella forma della sussidiarietà, ma non della sostituzione delle prerogative dell’amministrazione centrale e periferica dello stato. Tutti i progetti di investimento e i trasferimenti avranno una ricaduta sui territori; per questo occorre costruire da subito un forte e proficuo dialogo con essi”.

“Lo sviluppo del Piano rappresenta l’occasione per migliorare la capacità operativa e di spesa della pubblica amministrazione a tutti i livelli, obiettivo che dovrà proseguire e svilupparsi attraverso un forte investimento in competenze e professionalità nella macchina pubblica, con l’innesto di una nuova generazione di tecnici e professionisti”.

“Riteniamo inoltre fondamentale garantire il coinvolgimento del Parlamento, anche nel percorso di monitoraggio dell’attuazione del Piano. Le scelte che stiamo compiendo riguardano davvero il futuro del nostro Paese; per questo è fondamentale che il Governo si faccia garante di un confronto costante e di un coinvolgimento delle forze economiche e sociali e del Terzo settore, delle associazioni delle donne, del mondo dell’ambientalismo, dei giovani”.



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