Recovery, Draghi presenta Pnrr alla Camera: un piano in quattro grandi riforme, dal fisco alla giustizia. E proroga al Superbonus

Pubblicità
Pubblicità

Il governo vuole “consegnare alle nuove generazioni un paese più moderno”. E ciò sarà possibile grazie ai fondi europei e alle riforme che vanno messe in campo per dare solidità alla ripresa economica. Con questo obiettivo, il premier Mario Draghi presenta, oggi alle 16, alla Camera dei deputati il Piano italiano per il Next generation e il Recovery plan con cui l’Italia si candida a ricevere i fondi necessari a ripartire dopo la pandemia. I progetti di riforma e le richieste di finanziamento elaborate dal Consiglio dei ministri sabato notte verranno presentati a Bruxelles venerdì 30 aprile.

Recovery Plan, Draghi presenta il piano alla Camera

Un piano Draghi in 4 grandi riforme e 6 missioni, appunto: i progetti di riforma di fisco, giustizia, pubblica amministrazione e concorrenza, ma anche lo stop a Quota 100 dal 2022. Giovani, donne e Sud, poi, le tre priorità trasversali. L’iniziale mancato rinnovo del Superbonus fino al 2023 ha scatenato le critiche del M5S, del Pd e di Forza Italia. Tanto che dai grillini, nei giorni scorsi, è arrivato quasi un ultimatum a Draghi: “Per noi sarà molto difficile dire sì al Pnrr qualora non dovessero arrivare garanzie su questa estensione”. Poi la rassicurazione da Draghi: le coperture verranno verificate annualmente a seconda del ‘tiraggio’. Vale a dire quante risorse vengono spese in base ai lavori. Mentre i dem sono scesi in pressing sia sulla proroga del Superbonus, sia per inserire nel Piano le condizionalità a favore di giovani e donne.

Il Recovery della giustizia punta sull’accelerazione dei processi

Intanto, il passaggio alle Camere, che si conclude con la presenza di Draghi domani, martedì, alle 15 al Senato, viene giudicato comunque tardivo da FdI.

Il Recovery Plan sbarca in aula, l’economia italiana al primo test del Pil

Tensioni nella maggioranza sulle misure anti-Covid

Ma se sul Piano la maggioranza ora fa quadrato, restano le frizioni sulle misure anti- Covid e prosegue uno scontro tra Pd e Lega. Ieri Enrico Letta aveva chiesto chiarezza a Matteo Salvini, dopo la decisione del Carroccio di astenersi in Consiglio dei ministri sulle misure per il contrasto ala pandemia e dopo aver lanciato la raccolta firme online per abolire il coprifuoco: “Non può succedere di nuovo che un partito dentro la maggioranza non voti. Chi lo fa deve tirare le conseguenze, chi non vuole stare al governo non deve stare al governo” ha detto il segretario dem.

Lite sul coprifuoco, Letta: “Lega via dal governo se non vuole starci”. Gelmini: “Al ristorante fino alle 22? No multe”. Ma il Viminale smentisce

Oggi il leader leghista gli ha risposto: “Ho tutta l’intenzione di stare dentro il governo, per le nostre idee e le nostre battaglie, anche se qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta. Basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo parlando di ius soli, di immigrati, chiedendo che Salvini vada a processo”. Ma sul coprifuoco Salvini non demorde e spiega di aspettarsi “il prossimo decreto entro metà maggio. Se i dati scientifici continueranno ad essere positivi la riapertura delle attività economiche, sociali, culturali, dovrà essere totale, con l’azzeramento del coprifuoco. Spero che qualcuno non dica di andare avanti fino a giugno e luglio”. E proprio sul coprifuoco Giorgia Meloni incalza l’alleato di centrodestra cercando di insinuarsi per creare una nuova frattura nella maggioranza: “Fratelli d’Italia porterà in Aula domani un Odg per abolire il coprifuoco. Vediamo chi lo sosterrà e chi invece si schiererà ancora una volta in favore di una misura inutile e liberticida”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source