Recovery Fund accordo tra i paesi Ue cade il veto di Polonia e Ungheria

Recovery Fund, accordo tra i paesi Ue: cade il veto di Polonia e Ungheria

La Republica News
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ROMA – Accordo raggiunto su Recovery fund e Next Generation Eu, il piano economico più imponente di sempre nella storia europea da 1.800 miliardi (compreso il bilancio Ue per il 2021-2027), finanziato per la prima volta con l’emissione di debito comune. I leader europei riuniti a Bruxelles, sotto la guida di Angela Merkel, hanno lavorato a un compromesso con i Paesi ribelli. Alla fine Polonia e Ungheria hanno fatto cadere i rispettivi veti e votato con gli altri.

L’Italia è il primo beneficiario del piano: 209 miliardi nei prossimi sette anni. “Risorse ingenti”, le definisce il premier Giuseppe Conte. “Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre!”, twitta. Non sarà semplice visto che sulla governance del Recovery – la cabina di regia o task force che dovrà guidare e monitorare la fase operativa – lo scontro è solo all’inizio all’interno del governo.

Italia Viva non condivide la proposta di affidare a sei manager i sei capitoli o missioni del piano indirizzati alla transizione verde e digitale. Manager dotati di poteri sostitutivi, se le amministrazioni rallentano o bloccano gli investimenti e le opere. Matteo Renzi chiede di ridiscutere anche la distribuzione dei fondi (tra prestiti e sovvenzioni), ritenendo ad esempio insufficienti i 9 miliardi destinati alla Sanità. Sul punto lo stesso ministro della Sanità Roberto Speranza (Leu) si dice pronto a pretendere più risorse in Consiglio dei ministri.

Ma Renzi va anche oltre. “Deve cambiare tutto il piano – dice – perché è ridicolo che ci sia una struttura di consulenti senza controllo democratico. Ci sono pochi soldi per sanità e cultura, zero paginette sui giovani. Bisogna spendere per creare posti di lavoro e non redditi di cittadinanza. Se Conte immagina di fare un emendamento nottetempo per chiedere pieni poteri, mi alzo in Parlamento e dico no”.

“Bene l’Europa vicina alle persone. Ora trasformiamo questa opportunità in una grande, nuova speranza”, twitta il leader pd Nicola Zingaretti. Il segretario invita le forze di maggioranza a stemperare le fibrillazioni: “Gli italiani giustamente chiedono certezze per combattere il Covid, riprendere a lavorare, riaprire le imprese, riprendere le scuole nel nuovo anno, combattere il virus con il vaccino da gennaio. Il governo finora ce l’ha fatta e se ci sono problemi vanno affrontati con spirito costruttivo da parte di tutti: vanno messi sul tavolo e risolti”.

“Ottima notizia: accordo raggiunto, superato ogni veto in Europa”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5S). “Adesso concentriamoci su come spendere al meglio i 209 miliardi del Recovery fund. Serve una visione chiara, obiettivi comuni e tanta determinazione. Diamo subito risposte agli italiani”. “L’accordo su #NextGenerationEU appena raggiunto in Consiglio europeo è un successo per tutta l’Unione, per l’Italia e in particolare per l’azione condotta dal presidente Giuseppe Conte insieme al governo”, aggiunge il capo politico dei Cinque Stelle Vito Crimi.

Toni concilianti giungono dall’opposizione. “Noi ci siamo, confrontiamoci anche sui fondi Ue, non solo su scuola e restrizioni a Natale”, dice Matteo Salvini (Lega) diretto al premier Conte. Confermando la linea costruttiva di tutto il centrodestra dopo il vertice di stamattina per la prima volta allargato ai gruppi che fanno riferimento a Cesa, Lupi e Toti. Un coinvolgimento fortemente voluto proprio da Salvini.

Entusiasmo a Bruxelles. “Ora possiamo cominciare con l’attuazione e la ricostruzione delle nostre economie”, esulta il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, sollevato da un’intesa raggiunta in tempi rapidi dopo una discussione contenuta, preparata con attenzione dalle diplomazie nei giorni scorsi. Il rischio di un Recovery a 25 e non a 27 (lasciando fuori Polonia e Ungheria) alla fine è stato scongiurato. Anche per la capacità della presidenza tedesca di lavorare dietro le quinte, coinvolgendo nella stesura dei testi anche Varsavia e Budapest.

“Abbiamo lavorato molto duramente per rispondere alle preoccupazioni dell’Ungheria e della Polonia e allo stesso tempo per preservare il meccanismo dello stato di diritto”, conferma la cancelliera Angela Merkel. La soluzione trovata è una dichiarazione interpretativa delle regole del meccanismo sullo stato di diritto, quello che blocca i fondi a chi non rispetta le regole democratiche. Verrà allegata all’accordo sul pacchetto complessivo, per tranquillizzare i due Paesi riottosi.

“Lo storico piano di rilancio europeo deciso a luglio si sta ora concretizzando”, twitta il presidente francese Emmanuel Macron. “Abbiamo appena adottato un solido accordo sul meccanismo da attuare, nel rispetto dello Stato di diritto. L’Europa sta andando avanti, unita e mantenendo i suoi valori”.



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