Recovery fund e stallo. Salta il cdm previsto nel pomeriggio tensioni nel governo

Recovery fund, è stallo. Salta il cdm previsto nel pomeriggio, tensioni nel governo

La Republica News
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Governo in stallo sulla governance per il Recovery fund. E salta il consiglio dei ministri previsto per oggi alle 16. Il preconsiglio, cominciato ieri alle venti e che si è protratto fino alle due di notte, non ha fatto registrare passi avanti sull’intesa. E il leader di Italia Viva Matteo Renzi –  che ha posto il veto sulla task force pensata dal premier – conferma la tensioni interne all’esecutivo; “La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone – dice Renzi al Tg2 – ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona. Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì”.Non ha portato alla fumata bianca, infatti,  la lunga riunione del preconsiglio sul decreto ad hoc per la governance del Recovery Plan, terminata a notte fonda. Una riunione, con toni accesi e a tratti molto tesa, che non ha portato a una intesa, in particolare con Italia Viva, sulle norme per la gestione degli oltre 200 miliardi di fondi europei per la ricostruzione post-Covid, tanto che al momento non è ancora stato convocato il Consiglio dei ministri, ipotizzato per oggi alle 13 o nel pomeriggio alle 16.
Si tratta ancora, quindi, per cercare di arrivare a una quadra ed evitare strappi sul piano da presentare nel più breve tempo possibile a Bruxelles e al Parlamento. Ma il rinvio del cdm previsto per oggi fa presumere forti tensioni all’interno dell’esecutivo.Stanotte i tecnici hanno a lungo analizzato i due articoli e i 32 commi della bozza del provvedimento, soffermandosi per più di due ore sui poteri sostitutivi da affidare alla squadra di 6 capi-missione chiamati a coordinare l’attuazione del Piano, con la supervisione e il controllo della cabina di regia politica formata dal triumvirato Conte-Gualtieri-Patuanelli. Secondo quanto viene riferito l’architettura di massima della governance manterrebbe, almeno per ora, il suo impianto ‘a piramide’, compreso il coinvolgimento delle parti sociali in un ‘Comitato sociale’ consultivo.
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