Recovery, la bozza supera le 300 pagine. Draghi: “Vincere la sfida per un Paese più moderno”

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MILANO – Arriva a 318 pagine la bozza del Recovery plan che il Consiglio dei ministri deve limare, in vista della presentazione alle Camere nei primi giorni della prossima settimana e della successiva chiusura per arrivare a spedirlo a Bruxelles entro il 30 aprile.

Dal digitale alle infrastrutture, nel Recovery spinta del 3% al Pil

Il Piano “comprende un ambizioso progetto di riforme” con “quattro importanti riforme di contesto – pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza”, scrive il premier Draghi nel preambolo. Ci sono poi la “modernizzazione del mercato del lavoro; il rafforzamento della concorrenza nel mercato dei prodotti e dei servizi” e la riforma del fisco, anche in chiave ambientale.

“Una rivoluzione verde”, il programma di Draghi per cambiare l’Italia

Nella sua introduzione, il presidente del Consiglio dà la cifra politica del lavoro: “Il Pnrr è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute. L’Italia deve combinare immaginazione e creatività a capacità progettuale e concretezza. Il governo vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale”. E il Next generation Eu “può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni”.

Recovery fund, le richieste dei partiti al governo e i nodi da sciogliere in cdm

Guardando ai numeri, l’impatto sul Pil del Piano nazionale di ripresa e resilienza legato al Recovery sarà nel 2026 “di almeno 3,6 per cento più alto rispetto all’andamento tendenziale”. Si auspica che l’effetto sull’occupazione sarà di quasi 3 punti percentuali.

Infanzia, 228 mila posti in più per gli asili

Sul fronte dell’infanzia il piano prevede di aumentare di 228 mila posti l’offerta per la prima infanzia, di cui “152.000 per i bambini 0-3 anni e circa 76.000 per la fascia 3-6 anni” e si programma la “costruzione o la ristrutturazione degli spazi delle mense per un totale di circa 1.000” scuole per spingere il tempo pieno.

Il tutto nell’ambito della missione istruzione alla componente “aumento dell’offerta di servizi”, che ha a disposizione complessivamente 19,88 miliardi. Tra le voci anche la costruzione o l’adeguamento strutturale di “circa 900 edifici da destinare a palestre o strutture sportive” anche per contrastare la dispersione scolastica.

Dopo il piano il decreto semplificazioni

Dalla bozza del Pnnr si evince poi che dopo il piano arriverà il decreto sulle semplificazioni che introdurrà “una normativa speciale” sui contratti pubblici, una semplificazione dei controlli della Corte dei conti sui contratti, la proroga della limitazione della responsabilità per danno erariale, l’introduzione di una speciale “VIA statale” per le opere del Pnrr e l’ampliamento delle autorizzazioni tramite il Provvedimento Unico in materia Ambientale, la rimozione degli ostacoli al Superbonus.

Concorrenza, entro metà luglio la legge

Nel capitolo dedicato alle riforme si spiega che la legge annuale sulla concorrenza introdotta nel 2009 dovrà essere effettivamente presentata ogni anno. La prima arriverà entro il 15 luglio 2021 e conterrà misure per la “realizzazione e gestione di infrastrutture strategiche, la rimozione di barriere all’entrata nei mercati, la concorrenza e i valori sociali”. Si specifica che la legge “deve anche essere uno strumento per il potenziamento della sostenibilità ambientale e lo sviluppo di energie rinnovabili”. Il governo punta in particolare ad incentivare le gare per i servizi pubblici, compreso il Tpl.

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