Recovery Renzi attacca ancora Il Governo non deve farsi sostituire da una task force

Recovery, Renzi attacca ancora: “Il Governo non deve farsi sostituire da una task force”

La Republica News
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“Sulla vicenda politica non ho nulla da aggiungere al discorso che ho fatto in Parlamento e sul quale in tanti mi state scrivendo. In queste ore montano le polemiche di chi dice che in piena pandemia non si può fare politica. Io ho un concetto diverso della parola politica. Se, davanti alla più grave crisi economica del dopoguerra, il Parlamento non può fare politica perché non può discutere di dove mettere i soldi dei nostri figli” del Recovery plan “e il governo deve farsi sostituire da una task force di trecento consulenti significa che c’è qualcosa che non va”. Matteo Renzi, leader di Italia viva, interviene nella sua Enews chiarendo ancora una volta la sua presa di posizione sul Recovery Plan.

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“La cosa incredibile di questa vicenda è che privatamente tutti ci danno ragione e poi in pubblico, in molti, prendono le distanze. Scriveva George Orwell: ‘Più una società si allontana dalla verità, più odierà quelli che la dicono’. Noi di Italia Viva siamo affezionati a chi ha il coraggio di dire la verità, anche quando si va controcorrente”, spiega Renzi, dopo l’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais in cui attacca: “Se Conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no” e dicendosi pronto a far cadere il governo se il presidente del Consiglio non farà marcia indietro sulla cabina di regia per la gestione dei fondi europei.
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Un dietrofront, intato, il governo lo ha fatto. Questa volta il leader di Italia viva si riferisce a quello sul Dl Natale e sugli spostamenti tra comuni nei giorni del 25, 26 e 1 gennaio. “Trovo giusto che, se una nonna vive nel comune accanto a quello in cui risiedono i nipoti, almeno il giorno di Natale si possa condividere la festa, rispettando ovviamente i criteri di prudenza – osserva Renzi nella sua newsletter Enews – Ben venga dunque il dietrofront del governo: negare trasferimenti tra comune e comune significa non aver chiaro che migliaia di municipi in Italia sono fatti da qualche centinaio di abitanti ed è sacrosanto che ci si possa spostare di qualche chilometro almeno per il pranzo di Natale”.

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Un commento anche sui vaccini. “Il punto oggi non è discutere del numero delle persone ammesse al cenone: il punto, l’unico vero punto, su cui ci giochiamo i prossimi mesi è se siamo pronti con la distribuzione del vaccino. Perché le aziende hanno raggiunto risultati positivi sui vaccini in tempi record: tanto di cappello! E, tuttavia, siamo davanti alla più grande vaccinazione di massa della storia dell’umanità: occorrono mezzi, logistica, efficienza. Solo il vaccino mette ko il virus. E non basta comprare le dosi, bisogna gestirne l’operatività. Questa è la vera sfida per il nostro Paese e per l’Europa”.
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