Referendum cannabis, il Cdm proroga il termine per depositare le firme. La Lega non vota

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Il Consiglio dei ministri approva il decreto legge che proroga la data di scadenza per la presentazione delle firme sui referendum dal 30 settembre al 31 ottobre. Ma i ministri leghisti non hanno partecipato al voto perché perché contrari allo slittamento del termine perché contrari ai temi posti da alcuni quesiti. In  particolare quelli che mirano alla legalizzazione della cannabis. Ma la norma si applica anche a quello sull’abolizione del Green pass e a quelli sull’abolizione della caccia.

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La scelta leghista ha suscitato grande sorpresa fra i promotori di questo quesito. Anche perchè arriva propio nei giorni in cui il partito di Matteo Salvini è al centro di molte polemiche legate all’inchiesta su Matteo Salvini, ex gurù della comunicazione social del Carroccio, finito sotto inchiesta per possesso e cessione di droghe. 

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“E’ davvero stupefacente apprendere che la Lega non ha votato il provvedimento che sposta i termini dei referendum perché è esattamente la norma che aveva chiesto nei mesi scorsi, anche a beneficio dei referendum che aveva promosso”, dice per esempio il presidente di +Europa, il deputato Riccardo Magi.

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Nei mesi scorsi, infatti, il governo, aveva già fatto slittare di un mese per i referendum presentati prima del 15 maggio. E fra i quesiti interessati c’erano anche i sei referendum sulla giustizia su cui i leghisti stanno raccogliendo le firme insieme al Partito radicale. E in base a questo precedente i promotori del referendum sulla cannabis hanno chiesto la proroga. Anche in considerazione dei notevoli ritardi nel comuni a spedire i certificati che devono essere allegati alle firme in calce ai quesiti. Su oltre 500 mila firme, a poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione in Cassazione erano tornati indietro solo 330 mila certificati.

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Per questo ieri i promotori hanno manifestato in Piazza Montecitorio. E oggi Magi dice:  “Abbiamo salvato il referendum Cannabis. Grazie all’impegno di migliaia di persone che si sono mobilitate in tutta Italia, il Consiglio dei Ministri ha deciso di concedere la proroga fino al 30 Ottobre. Grazie presidente Draghi per aver sanato una discriminazione oggettiva!”, scrive su Twitter Magi, “Il Governo ha approvato la proroga sul referendum cannabis! Bravi!! (Tranne la Lega che si è astenuta, preferivano il sabotaggio)”, aggiunge un altro dei promotori, Marco Cappato, sottolineando che “è importante la pubblicazione immediata in Gazzetta ufficiale, perché alle 13 domani ci sarebbe la scadenza in Cassazione”, e ringraziando gli “oltre 400 digiunatori” che hanno partecipato alla mobilitazione in questi giorni”.

Brescia (M5S): “Non limitiamo i referendum, anzi ora approviamo quelli propositivi”

Anche il M5s critica la decisione leghista. “Grazie all’intervento del governo, sollecitato dal Movimento 5 stelle, nessuna firma per i quesiti referendari andrà perduta e la burocrazia non fermerà la partecipazione dei cittadini. Le firme digitali, introdotte con un emendamento votato all’unanimità in commissione Affari costituzionali, pongono nuove sfide non solo alle istituzioni, ma anche alle amministrazioni coinvolte, come i comuni, a cui servirà più tecnologia”, dice Giuseppe Brescia, grillino e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera.

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“L’entusiasmo di questi mesi dimostra che il referendum è uno strumento vivo. Ora dobbiamo fare un passo in avanti approvando la riforma del referendum propositivo, già votata alla Camera. Oggi i cittadini possono solo abrogare norme e non sono in condizione di presentare proposte in maniera compiuta. La soluzione adottata oggi in Cdm era già stata proposta a maggio da un emendamento al Dl riaperture a firma della collega Baldino, sottoscritto dai colleghi Magi e Iezzi. Fu il governo con una riformulazione a limitare la portata di quell’emendamento. Stupisce dunque la mancata partecipazione al voto dei ministri della Lega, evidentemente sensibili solo ai loro referendum e non alla partecipazione dei cittadini”.

L’evocato Igor Iezzi, capogruppo leghista in  commissione Affari costituzionali, però non vede contraddizioni nel comportamento della Lega. E anzi rilancia con un minaccioso avvertimento sulla conversione del decreto legge.  “Prima di festeggiare, i promotori del referendum sulla cannabis si ricordino che in Italia c’è ancora il Parlamento. E che è il Parlamento l’organo costituzionale chiamato a convertire in legge qualsivoglia decreto-legge”.

L’atteggiamento leghista è criticato anche dal Pd.  “Bisogna sempre tener ben distinto il piano delle regole, che devono essere uguali per tutti, dalla competizione che si svolge dopo sulla base delle regole condivise. – dice infatti il deputato Stefano Ceccanti – E’ pertanto sbagliato perché strumentale l’atteggiamento della Lega che per i propri referendum aveva chiesto e ottenuto il rinvio a fine ottobre, mentre per quelli che non condivide si rifiuta di votare un’analoga regola in Consiglio dei Ministri. Viene in mente la nota e inaccettabile frase di Giovanni Giolitti: ‘Le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano'”.

Alla decisione del governo plaude anche Benedetto Della Vedova. Il governo Draghi si conferma attento alle questioni legate allo Stato di diritto. Trovo ingiustificabile e incomprensibile l’atteggiamento della Lega. Questa purtroppo è la dimostrazione che puoi anche fare dei referendum sacrosanti, ma questo non ti trasforma in un garantista e un difensore sincero dello Stato di diritto”, dice il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Affari Esteri.

“La disparità di trattamento – aggiunge – rispetto a referendum partiti addirittura prima sarebbe stata incomprensibile. In Italia serve un Pnrr anche sui diritti: una stagione di riforme sui diritti civili è essenziale in questa fase per dare una prospettiva, coinvolgendo i giovani, e per dimostrare che l’Italia sta facendo un salto di qualità complessivo”.

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