Referendum, proroga di un mese per la presentazione delle firme. Vale anche per il Green Pass

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Sarà di un mese la proroga dei termini per i referendum. “È un provvedimento opportuno”, avrebbe detto il premier Mario Draghi in chiusura della cabina di regia a Palazzo Chigi, annunciando l’inserimento della proroga dei termini nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani (mercoledì 29 settembre). La proroga varrà per i referendum in via di presentazione e quindi per quello sulla cannabis ma anche per quello per l’abolizione del Green pass, la cui raccolta firme è partita una decina di giorni fa.

In sostanza, al comitato che il 7 settembre ha presentato i quesiti per depenalizzare la coltivazione di cannabis ed eliminare la pena detentiva per ogni condotta illecita legata a questa droga, con la nuova norma si applicherà lo stesso termine del 31 ottobre concesso per altri referendum come quelli su giustizia e caccia, presentati prima del 15 giugno, a cui era stato concessa una finestra più lunga per l’emergenza Covid.

“Con la decisione di disporre una proroga in materia di referendum, il governo si fa carico di un’esigenza chiesta dal Parlamento e compie una scelta di civiltà, ponendo un rimedio ai ritardi dei comuni nel rilascio dei certificati elettorali di chi ha sostenuto alcune richieste di referendum, tra cui quello per la depenalizzazione della coltivazione della cannabis”, commenta Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del MoVimento 5 Stelle. “La democrazia parte dalle piccole cose e la tecnologia può migliorarla non solo con la firma digitale, ma facilitando anche i processi amministrativi. Forse è bene affrontare concretamente questi temi prima di aprire grandi dibattiti sull’innalzamento delle firme. Ci tengo a ringraziare pubblicamente i rappresentanti 5 Stelle al governo senza i quali questo risultato non sarebbe stato possibile”, aggiunge Brescia.

Il referendum sulla Cannabis raggiunge le 500 mila firme. Magi (+Europa): “Un colpo al cuore del narcotraffico”

La decisione del governo, di inserire all’ordine del Consiglio dei ministri di domani una “proroga” dei termini per la presentazione delle firme, è stata accolta con un lungo applauso dal comitato per il referendum sulla Cannabis (che ha raccolto 600mila firme), sceso in piazza davanti Montecitorio (presenti tra gli altri i membri dell’associazione Luca Coscioni, esponenti politici come Marco Cappato, Riccardo Magi, Elio Vito ed Emma Bonino) per chiedere la proroga del termine per la presentazione delle firme in Cassazione, previsto per giovedì (la scadenza originaria), metà delle oltre 600mila firme raccolte. “Draghi salvi il referendum“, la richiesta che era arrivata dalla manifestazione. “Molti Comuni non hanno restituito le firme certificate entro le 48 ore, termine improrogabile per legge”, aveva spiegato Magi.

Lo sciopero della fame va avanti però e si fermerà solo quando sarà varato il decreto, ha messo in chiaro Marco Cappato: “Mi sembra un passo molto importante, in questo modo il governo italiano non farebbe un favore al referendum cannabis ma difenderebbe l’istituto referendario e il diritto delle persone a esprimersi sul tema”.

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