Regionali, parla Lorenzoni: “Zaia è visto dai veneti come uno di famiglia. Contro di lui non c’era la fila per candidarsi”

La Republica News

PADOVA – Ad averlo saputo che finiva così, si ricandiderebbe? “E’ una domanda da non farmi adesso…”, risponde con sincerità Arturo Lorenzoni. Per lui alla guida della coalizione di centrosinistra in Veneto non è andata male, ma peggio: 15,7 per cento. Il vicesindaco di Padova – città strappata alla Lega giusto un anno fa – non è stato esattamente fortunato, nel pieno della campagna elettorale Lorenzoni si è ammalato di Covid, restando una settimana in ospedale.ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I RISULTATISe lo aspettava di perdere così?”Mi aspettavo un risultato migliore ovviamente”.Come si spiega questa debacle?”Gli ultimi 15 giorni in ospedale e in isolamento non hanno aiutato né hanno aiutato i sei mesi precedenti con le limitazioni che avevano. E poi la presenza mediatica di Zaia in questi anni è stata esuberante e l’ha giocata molto bene. Dico che questo risultato va oltre la politica”.In che senso?”Siamo di fronte ad una affermazione personale di un uomo quasi familiare per i veneti, non so se ha visto le sue conferenze stampa durante l’emergenza coronavirus, era quasi uno di casa”.repApprofondimento


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