Regione Lazio, stop a politici e travet in bermuda e infradito: “Fa caldo, ma dovete vestirvi decorosamente”

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“Non ci si può presentare in consiglio regionale in bermuda e infradito. Fa caldissimo, ma parliamo pur sempre di una sede istituzionale”. Alla Pisana i vigilantes sono disperati. Ogni giorno si trovano a discutere con chi, in calzoncini e ciabatte, pretende di entrare. “Ho un appuntamento con il consigliere. Fa caldo e per arrivare qui in macchina si bolle”, quello che continuano a ripetere quanti, con abbigliamento spesso da mare, non vogliono saperne di dress code. E spesso le difficoltà non ci sono soltanto con i visitatori.

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L’ingegner Vincenzo Ialongo, della Segreteria generale, ha preso carta e penna, rammentando la delibera dell’Ufficio di presidenza del 20 febbraio 2019, relativa al disciplinare per l’accesso alla sede e l’utilizzo degli spazi del consiglio regionale. “Non è consentito — viene evidenziato nella nota inviata a tutti i dipendenti — l’ingresso a persone abbigliate in modo non decoroso, non confacente al luogo e che ne impedisca l’identificazione”.

Un invito a rispettare le disposizioni, ma specificando anche che il Segretariato generale potrà intervenire “laddove si dovesse riscontrare la mancata osservanza del regolamento”.

“Ogni anno è così. Sono troppi i visitatori, quelli in particolare che vengono qui per incontrare i consiglieri, che si presentano in bermuda e che iniziano a questionare con il personale della vigilanza quando vengono fermati”, assicura chi lavora da tempo alla Pisana. Qualche eccesso non manca però neppure tra il personale e tra gli stessi politici.

Il concetto di decoro del resto è piuttosto elastico e le visioni sono spesso discordanti. “Basta fare un giro e le infradito si notano. Senza contare i bambini in pantaloncini”, sostiene un’autorevole fonte del centrodestra.

Del resto anche quello dei minori è un caso aperto: nella sede della presidenza l’ingresso è stato vietato e in consiglio regionale il presidente Antonio Aurigemma sta invece pensando a un campo scuola per i figli dei dipendenti.

Ma l’abbigliamento “non confacente al luogo” sembra appunto non sia solo quello dei visitatori e di qualche dipendente. Ecco infatti che spuntano consigliere e consiglieri in tuta o in ciabatte.

Alla Pisana manderanno a casa anche qualche politico contestandogli il mancato rispetto del dress code? Difficile. “Non facciamo nomi, c’è una questione tanto di privacy quanto di opportunità. Ma soprattutto nelle sedute di consiglio occorrerebbe un po’ più di decoro”, affermano sempre rappresentanti della maggioranza. E c’è anche chi va oltre: “Con le temperature di questi giorni si vedono spesso ciabatte e infradito. Non sarebbe male che chi ha anche responsabilità politiche ricordasse che siamo in una sede istituzionale”.

Questioni che non si pone invece chi, con abbigliamento particolare, posa anche per le photo opportunity. Ma il fronte è delicato e chi pensa che occorra consentire l’accesso alla Pisana solo a chi indossa scarpe chiuse è una minoranza. Già fermare l’assalto degli irriducibili dei calzoncini del resto è un’impresa e una certa tolleranza è necessaria.

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