Renzi, “Su Open i giudici stanno facendo un processo politico alla politica”

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“Chi decide che cos’è politica e che cosa non è? Nei Paesi democratici lo decide il Parlamento. Dove lo decidono i magistrati non si definisce correttamente il sistema democratico, se è un giudice a decidere, la libertà democratica è a rischio”. Così il leader di Italia Viva di fronte al pubblico della Leopolda 11 in corso a Firenze. “Io so di non aver commesso nessun reato, se mi chiedete cosa penso, bene io penso che investigatori e inquirenti abbiano violato la Costituzione”.

“I magistrati”, dice Renzi, “pensano che le correnti funzionino come in magistratura, dove poi al Csm assegnano gli incarichi. Se noi facessimo quello che fa il Csm prenderanno gli avvisi di garanzia per traffico di influenze”.

“Il pm dice alla Leopolda si svolgeva un’attività di un partito o di una corrente di un partito. Incredibile, ho sempre detto che non farò mai una corrente dentro un partito, piuttosto faccio un partito e restituisco la tessera: fatto. E ora mi accusano di voler fare una corrente”.

Prima di affrontare il capitolo giudiziario Renzi aveva ricordato la vicenda del Ddl Zan: “La vicenda è una delle più gravi. Perché si è usato un argomento impattante e significativo per la vita di tante uomini e donne, di persone omosessuali, transessuali, facendo loro credere che si fosse a un passo da un traguardo storico e poi fregandoli all’ultimo minuto, pensando di poter ottenere un consenso. Chi per sventolare una bandierina ha deluso migliaia di persone si deve semplicemente vergognare, è accaduto per la responsabilità della destra e della sinistra del bla bla bla, a cominciare dalla sinistra del Pd e del M5s”.

Quanto alle future alleanze ancora una volta tende la mano a Calenda: “Non riesco a capire come alle
prossime elezioni politiche potremo andare divisi, mi sembra impossibile”, dice Renzi salutando il deputato di Azione Enrico Costa, che è salito sul palco della Leopolda con un intervento sulla giustizia.

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