RepIdee, Gentiloni: “Ripresa economica corre, ma alta crescita non cancella tutti i problemi. Giustizia tema cruciale”

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“L’Europa esce dalla pandemia a grande velocità dal punto di vista della ripresa economica”, anche per l’Italia lo scenario è favorevole, ma i ritardi del Paese vanno colmati. Giustizia, innovazione, sostenibilità, parità di genere. Ne ha parlato il commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, intervistato dal direttore Maurizio Molinari sul palco di Repubblica delle Idee 2021. In piazza Maggiore a Bologna, di fronte al pubblico che con emozione è tornato a seguire un evento dal vivo pur nel rispetto delle norme di sicurezza, l’ex presidente del Consiglio ha affermato che “i tassi di crescita così alti non si vedevano dal 1976. Per l’Italia la stima è del 5%”. Un appuntamento dal titolo “Italia/Europa, l’ora della ripartenza”, come di ripartenza, ma della scuola, aveva parlato in mattinata il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

“L’alto tasso di crescita non cancella i problemi sociali – ha aggiunto Gentiloni – e le difficoltà e i rischi che abbiamo davanti. Pensare che un buon tasso di crescita cancelli tutti i problemi sarebbe la cosa più stupida al mondo”. A luglio arriveranno i primi soldi del Recovery Fund, e gli occhi sono puntati sul governo Draghi. “Se devo valutare le decisioni del governo, penso che il Pnrr italiano sia molto impegnativo. Manca forse il sentimento che questa è una missione nazionale. Non è una questione che può risolvere solo il governo. Le grandi missioni di ricostruzione o diventano un’opera in cui tutti credono, o non ce la faremo. Duecento miliardi di euro da spendere in 4-5 anni sono tantissimi, pensate che una finanziaria vale 6-7 miliardi. Servono orgoglio e responsabilità”.

Un nodo chiave sarà la riforma della Giustizia. Chiesta più volte dalla Commissione europea. “L’obiettivo è colmare questo ritardo, le imprese e i cittadini italiani hanno il diritto di avere una giustizia con dei tempi dignitosi. Come in Europa. Per ora non è così. La lentezza è chiaramente un handicap economico. Vi assicuro che per le imprese che vogliono investire nel nostro Paese, e ne hanno grande voglia, il fatto che una qualsiasi controversia abbia tempi incomparabili con qualsiasi altro Paese europeo, non è tollerabile”.

Il punto decisivo sarà creare nuovi posti di lavoro, investendo in sostenibilità e innovazione. Due pilastri per la presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen. “I 26 miliardi di euro del meccanismo Sure hanno aiutato a difendere i posti di lavoro alimentando la cassa integrazione – il ragionamento di Gentiloni – ma non potrà essere così per sempre. Serve una ripresa economica forte. Negli Stati Uniti milioni di disoccupati non sono stati aiutati. Adesso i piani di Joe Biden, welfare in stile europeo di cui siamo orgogliosi, hanno favorito la ripresa. Abbiamo la condizione per crescere: robotica forte, economica circolare molto avanzata, industrie all’avanguardia. Dobbiamo giocare d’attacco, non affidarci sempre e solo ai sussidi”.

A pagare il prezzo più alto, nel mondo del lavoro colpito dal Covid, l’occupazione femminile. “Il vincolo formale di genere non c’è, ma il piano italiano dà, almeno in teoria, uno spazio rilevante. Il Pnrr – ha precisato Gentiloni – investe molto a partire dagli asili. Il tema di una bassa occupazione femminile è un problema precedente la pandemia. L’emergenza Covid aggiunge una responsabilità in più per cambiare rotta”.

 

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