RepIdee, il futuro dell’energia: “Svolta ecologica inevitabile, passa dalla totale decarbonizzazione”

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“Noi, memori del fatto che il futuro dipende da ciò che si fa oggi, puntiamo a una totale decarbonizzazione di produzione distribuzione e vendita dell’energia. Non esistono limiti all’immaginazione. Se ne devono fare una ragione quelli che pensano di difendersi dal cambiamento mettendosi le mani sul volto. Non ci sono scuse alla totale decarbonizzazione dell’energia”. Lo ha detto il direttore innovability Eenel Ernesto Ciorra, ospite del panel online di Repubblica delle Idee, dedicato a “La svolta ecologica. L’energia del domani” insieme al presidente di Legambiente Stefano Ciafani e a Grazia Pagnotta, storica e docente di “Storia dell’ambiente” all’Università di Roma Tre.

L’energia di domani è affidata all’idrogeno? Per Ciafani non è rigidamente così. “Il fotovoltaico e l’eolico ci permetteranno di decarbonizzare il sistema elettrico mondiale a partire da quello italiano, che soprattutto al Centro Sud è dotato di queste risorse naturali: il sole e vento permetteranno la produzione dell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. L’idrogeno verde è oggi molto costoso, e da solo non basta: per questo occorre elettrificare tutto quello che si può”. “L’idrogeno potrà sì togliere il carbone dalle acciaierie, raffinerie, cementifici, cartiere, che non possono essere decarbonizzati con l’elettrico – condivide Ciorra – questa posizione non è ideologica ma scientifica, perché l’idrogeno è ahimè energivoro e non è affatto vero che è l’elemento più disponibile in natura”.

Legambiente spinge per elettrificare tutto il comparto mobilità “per salvare il pianeta, anche se le big oil companies non saranno contente”, avverte Ciafani. Il mondo è pronto per questa rivoluzione della mobilità urbana, pubblica o privata che sia? “Tecnologicamente è tutto fattibile”, assicura Ciorra. “I primi bus elettrici li abbiamo consegnati a Santiago del Cile cinque anni fa. E’ una tecnologia che esiste da anni. Le tecnologie su auto e bus elettrici rappresentano quasi il passato, sono prontissime” per essere introdotte su scala industriale.

Grazia Pagnotta, docente di Storia dell’Ambiente all’Università di RomaTre, pone però il focus sul tema demografico. “La tecnologia può permetterci di produrre maggiore ricchezza ma da sola non basta: eravamo 4 miliardi all’inizio del Novecento a 6 alla fine del secolo, non c’è mai stato un salto del genere nella storia umana. L’umanità consuma il pianeta”. E parlare di svolta ecologica attraverso l’elettrificazione non è sufficiente. “Il problema è che il mondo soffoca col numero di automobili che abbiamo in città. Non possiamo pensare solo all’automobile elettrica, ma diminuire i numeri delle automobili. Occore quindi pensare quindi al trasporto collettivo. Dobbiamo tener conto che le automobili non soltanto possano inquinare, ma comportano anche un consumo di suolo, con un impatto ambientale dai costi altissimi. In Europa sono state create isole pedonali enormi, in Italia non ne abbiamo, facciamo finta di averle: le auto passano comunque, ci sono marciapiedi che ci ricordano cosa sono le automobili e cosa sono i pedoni. Questa è una politica che manca”.

Si assisterà dunque anche a una svolta estetica? “Sicuramnte – risponde Ciafani di Legambiente – diffondere il fotovoltaico e l’eolico cambierà i paesaggi, non vedremo più ciminiere alte 150 metri come a Taranto o a Genova. Certo, vedremo più pannelli e pale eoliche, ma integrati nel paesaggio, come l’impianto sopra alla Sala Nervi alla Cupola di San Pietro. Le rinnovabili si possono fare bene, ma si devono fare velocemente”.

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