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Reporter a ritmo di jazz

La Republica News
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Mentre i Media suonano a ogni ora i song ufficiali del nostro tempo, esiste poi sempre un rumore del mondo che brulica dentro quelle ore, probabilmente registrando la verità. Per molto tempo è stato un vago brusio che potevi incrociare al bar, dal parrucchiere o in parrocchia. Per lo più era clandestino, e inascoltato. Ma da quando esiste la Rete, e da quando gli umani sono andati ad abitarla, quel rumore ha trovato un’amplificazione smisurata, ostinata, fluviale: alle volte, il volume è così alto che i song dei Media scompaiono nel nulla. Avere sonde che vadano a leggere con ordine quel rumore non è semplice, perché i dati sono troppi, sotterranei e scritti con grammatiche dialettali, locali, in codice. Così succede sempre più spesso che i Media, tra un song e un altro, si alleino con esploratori o sommozzatori vari che in modi abbastanza inediti vanno a caccia e qualche cosa portano indietro, in effetti, alla fine. Qui è successo che un Media prestigioso e potente come Repubblica si sia alleato con una Scuola di Narrazione, lei e i suoi strani avamposti irregolari nel reale. L’impressione è che sia un processo destinato a non fermarsi facilmente.

News digitali per descrivere un’altra Italia

Di alleanza in alleanza i Media diventeranno galassie di narratori, mi sa: tutti radunati nella grande Fiera dell’on line. E’ una grande migrazione spontanea che mi ricorda il casino spettacolare che dovevano essere le vie della Seta. Il giornale di carta resterà al centro della Fiera, solenne e bello come il porticato antico sotto cui tutto, secoli prima, era iniziato.

Sarà, probabilmente, deserto.Tutto questo per poi produrre e vendere quale merce?, ci si chiederà, e mi sono chiesto.

Quando ho visto quel che avevano combinato gli holdeniani ho tirato su il telefono è ho cercato una risposta: cos’è?, ho chiesto loro, mentre avevo sotto gli occhi questo viaggio nomade in uno dei più grandi guai che abbiamo combinato ultimamente, cioè la DAD.

Mi aspettavo un nome in inglese di quelli che ci metto un po’ a imparare (longform, per dire). Invece la risposta è stata: non lo sappiamo.

La frontiera del racconto multimediale

Bene, quando non sai cos’è, allor è jazz mi sono detto. (Sono arrivato al punto, in effetti, che mi cito da solo: butta male.)

Be’, magari jazz no, ma certo quando stai facendo qualcosa di cui non conosci il nome, allora è semplice: o stai facendo una boiata pazzesca o stai inventando qualcosa di vivo.

La seconda, direi, così a fiuto.



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