RepTv Torino, in piazza l’urna simbolica dei “nuovi italiani” che non possono votare

La Republica News

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Il luogo non è casuale e nemmeno il giorno. Piazza Carlo Alberto a Torino, davanti al museo del Risorgimento e alla sede del primo Parlamento italiano, nel giorno del referendum per la riforma costituzionale sul taglio di deputati e senatori. Riparte da qui, a Torino, la battaglia per la cittadinanza dei ragazzi di seconda generazione, cresciuti in Italia ma considerati stranieri.  Il movimento che raccoglie tante anime della battaglia per lo ius soli, nei giorni scorsi aveva lanciato un hashtag #ilmiovotovale inaugurando una piattaforma virtuale per il voto di chi non ne ha diritto. A Torino è stato allestito un seggio simbolico dove hanno votato alcuni ragazzi come Julio Tapia Montanez, 23 anni, residente a Cuneo, e Amine Bour, 24 anni, poeta residente a Torino ma cresciuto a Novi Ligure. Il primo è nato in Perù, il secondo in Marocco. “E’ un flash mob che abbiamo lanciato in 48 ore –  spiega uno dei promotori, Anass Hanafi – Abbiamo deciso di pubblicizzare la nostra iniziativa sui social senza concentrare troppe persone per non creare assembramenti, ma il messaggio è chiaro: ci sono  tantissimi ragazzi che oggi e domani non potranno esprimere il loro voto nel paese dove sono cresciuti, dove hanno studiato e dove hanno intenzione di vivere. La legge sulla cittadinanza ha avuto anche troppe battute d’arresto”.

VIDEO di CARLOTTA ROCCI



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