Repubblica delle Idee, una ripartenza di piazza e di pubblico per la decima edizione: il festival saluta Bologna

Pubblicità
Pubblicità

Repubblica delle Idee saluta Bologna: quattro giorni di incontri, dibattiti e spettacoli fino al ponte virtuale tra Piazza Maggiore e Wembley. La decima edizione del nostro festival, nato e giunto alla sesta presenza sotto le Due Torri, si è chiusa col consueto, eppur sempre sorprendente, successo di partecipazione. È stata una ripartenza, anche questa. La scorsa estate, nell’incertezza della prima ondata pandemica, era stato importante esserci, pur in un formato inevitabilmente light dal vivo con tanti eventi invece on line. Non era facile nemmeno quest’anno – e non serve ripetersi il perché – ma la rassegna offerta ai bolognesi intanto è tornata a essere in presenza, sia pure con le restrizioni del caso: ventiquattro appuntamenti live tra la piazza, il Teatro Comunale e la libreria Coop Ambasciatori, tutti trasmessi anche in streaming, più sei esclusivamente sul web (tra i quali le interviste al premio Nobel Abhijit Banerjee e agli scrittori Jonathan Safran Foer e Valerie Perrin).

LO SPECIALE: TUTTI GLI EVENTI E I PROTAGONISTI

La politica, i diritti, il futuro declinato in tutti i suoi aspetti che si intrecciano, chiamano e rispecchiano a vicenda: la scuola, la svolta ecologica, l’economia. Per affrontare assieme le grandi sfide che ci aspettano, come Paese e come individui. Riflessioni, proposte, analisi ma anche emozioni pure, ancor prima di quelle vissute davanti alla partita degli azzurri. La commozione della lettera di Alessandro Bergonzoni rivolta a Patrick Zaki, lo studente egiziano che aspettiamo come ospite sul nostro palco, simbolo di tutte le vittime degli abusi di potere, come ha sottolineato l’attore davanti a una platea sempre più coinvolta dal suo accorato e arrabbiato monologo. La commozione per i racconti della scrittrice Edith Bruck autrice de “Il pane perduto” (Premio Strega giovani), testimone della Shoah ungherese: “La mia sopravvivenza non è stata inutile”, ci ha detto e spiegato perché. Stefano Massini invece ha incantato Piazza Maggiore con i suoi messaggi in bottiglia d’inizio millennio così come Michela Murgia e Chiara Valerio l’hanno divertita con le loro provocazioni. E le emozioni della musica, nel ricordo affettuoso, allegro, coinvolgente e competente condiviso col pubblico da Ernesto Assante e Gino Castaldo per due giganti come Raffaella Carrà e Franco Battiato, al quale hanno dedicato la loro Lezione di rock. Appuntamento ormai attesissimo dai bolognesi che sabato sera si sono divertiti sul Crescentone passando dal Tuca tuca e Rumore a Centro di gravità permanente (nella versione spagnola), o L’Era del Cinghiale Bianco. Musica protagonista anche ieri sera, alle 19, con Emma Marrone.

(eikon) Il dibattito politico ha vissuto i momenti più significativi nell’incontro vivo e anche acceso tra il ministro Bianchi e gli studenti; nelle interviste pubbliche di Maurizio Molinari e Marco Damilano a Paolo Gentiloni, Enrico Letta, Romano Prodi, Roberto Cingolani, Matteo Zuppi e Marco Minniti sul ruolo internazionale dell’Italia e sull’identità della sinistra, sull’etica e sull’ecologia; nelle lezioni teatrali da sold out al Comunale di Ezio Mauro e Federico Rampini tra passato (“la dannazione del 1921”) e scenari futuri (“Morirete cinesi, la verità secondo Xi Jinping”). Don Ciotti di Libera e il procuratore Anti-Mafia Cafiero De Raho hanno lanciato l’allarme sul rischio che la criminalità organizzata possa allungare le mani sui fondi europei. Sempre al Comunale, tutto esaurito per le nostre grandi fime Michele Serra e Alessandro Baricco prima del gran finale in piazza. Appuntamento all’anno prossimo.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source