Rete unica, il governo archivia ufficialmente il progetto Tim-Cdp. “Soluzione entro fine anno”

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Una soluzione entro fine anno per la partita della rete unica. E’ l’intenzione dichiarata dal Ministero delle Imprese, all’indomani di un incontro con i sindacati che non ha sancito passi avanti sul tema e alla vigilia del consiglio di amministrazione di Tim che avrà sul tavolo una possibile azione di responsabilità contro la passata gestione.

“Tenendo conto delle priorità di valorizzare le risorse umane di Tim e dar attuazione ad una efficiente e capillare Rete Nazionale a controllo pubblico – scrive il Ministero delle Imprese – il Governo intende promuovere un tavolo di lavoro che entro il 31 dicembre possa contribuire alla definizione delle migliori soluzioni di mercato percorribili per massimizzare gli interessi del Paese, delle società coinvolte e dei loro azionisti e Stakeholder, tenendo conto delle normative esistenti a livello nazionale ed europeo e degli equilibri economici, finanziari ed occupazionali”.

Rete unica, Meloni azzera tutto. Cdp non presenterà l’offerta a Tim

La nota del Ministro Adolfo Urso e del sottosegretario alla presidenza con delega al dossier Alessio Butti supera dunque nei fatti il progetto della Rete Unica che sarebbe dovuta nascere dall’intreccio tra l’infrastruttura di Telecom e la rivale Open Fiber. Il progetto avrebbe riunito sotto l’egida statale sia la rete di OpenFiber, di cui la Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) è azionista al 60%, sia quella di Tim, di cui è azionista al 9,9%. In concreto, la Cdp aveva scritto una lettera d’intenti lo scorso maggio in cui si illustrava l’offerta (non vincolante) per l’integrazione tra le reti Tim e Open Fiber per un’unica rete e che doveva diventare un’offerta formale entro il 30 novembre. Ma a questo punto, i giochi sono riaperti.

Ieri a Palazzo Chigi il governo ha incontrato i sindacati che rappresentano i 42 mila lavoratori di Tim, senza che venissero messe sul tavolo le strategie industriali che l’esecutivo di Giorgia Meloni immagina l’azienda. L’ad di Tim Pietro Labriola ha fretta di trovare un piano alternativo alla vendita di tutta la rete alla Cdp, tramontata proprio per volontà del nuovo governo: l’offerta da parte della Cassa sarebbe dovuta arrivare entro domani, ma non ci sarà. In assenza, l’azienda deve andare avanti con il suo piano industriale, che prevede lo scorporo in tre società separate della rete (in una società detta Telecom Italia), dei servizi ai consumatori (Tim), e di quelli ai grandi clienti (Tim Enterprise).

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