Retroscena sulla lettera di richiamo a Conte: “Mattarella aveva due strade possibili, ma…”. Cambia il quadro: la “debolezza del presidente”

Libero Quotidiano News

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15 settembre 2020

La lettera con cui Sergio Mattarella ha richiamato il governo e il parlamento sul Dl Semplificazioni perché contenente norme “eterogenee” che nulla avevano a che vedere con l’intento originario del decreto (su tutte, la modifica del codice della strada), secondo Cesare Maffi di Italia Oggi più che una strigliata a Giuseppe Conte rischia di diventare una pericolosa “prova di debolezza” del Quirinale. Già, perché in fondo pur controvoglia il presidente della Repubblica quel decreto l’ha firmato, per non bloccare alcune delle norme contenute nello stesso e quelle sì fondamentali per gli italiani alle prese con le ricadute del lockdown.  

Ma il Capo dello Stato aveva altre due opzioni, suggerisce il quotidiano economico, “per impedire lo scempio commesso”. Prima strada: “intervenire all’apposizione della fiducia sul mega emendamento al Senato. In nome della leale collaborazione fra poteri dello Stato, un suo intervento annunciante il rischio di non promulgazione avrebbe allertato esecutivo e legislativo”. C’era un precedente pesantissimo a testimoniarne la liceità: quello di Carlo Azeglio Ciampi, che contestò il disegno di legge di riforma elettorale su suggerimento di alcun suoi consiglieri, obbligando Roberto Calderoli a rivederlo e a dare alla luce il famigerato Porcellum. Seconda strada: “Avrebbe potuto sì promulgare, ma chiedere al governo la contestuale emanazione di un decreto-legge per cancellare dall’ordinamento giuridico quegli articoli (segnatamente il rinnovato codice della strada) in palese odore d’incostituzionalità”. L’aver invece promulgato il decreto in blocco, conclude Italia Oggi, conferma “che in casi simili il Quirinale tollera l’entrata in vigore di disposizioni che molto facilmente sarebbero dichiarate incostituzionali da palazzo della Consulta”. E questo viene visto come un “indice di una debolezza sulla quale in futuro qualche maggioranza potrebbe far conto per altre norme similmente violatrici della Carta”.

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