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Riaperture: 500 euro in più al giorno per ristorante e 5 miliardi in più al mese per i centri commerciali

La Republica News
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ROMA – Il solo spostamento a mezzanotte del coprifuoco vale per bar e ristoranti un miliardo e mezzo in più al mese di fatturato, 500 euro in media per ognuno dei 190 mila esercizi che fanno capo a Confcommercio, considerando anche la possibilità di utilizzare le sale al chiuso. A calcolarlo è Confcommercio, mentre Coldiretti in una valutazione generale che include tutti i distributori di pasti, compresi gli agriturismi, parla di 30 miliardi in quattro mesi, da giugno a settembre. E Confesercenti ritiene che le entrate dei centri commerciali, tra negozi, bar e ristoranti, grazie alle riaperture del weekend e al ritorno del turismo avranno un balzo di quasi cinque miliardi al mese. Calcoli diversi, che testimoniano però la ripresa per i settori che più duramente hanno sofferto l’impatto della pandemia: per gli associati della Fipe, rileva l’organizzazione di Confcommercio che associa bar e ristoranti, le perdite del 2020 ammontano a 25 miliardi, risultato di un crollo di 31 miliardi di fatturato per gli esercizi pubblici e un aumento del consumo domestico della spesa alimentare, ma di soli 6 miliardi.

Confcommercio: un miliardo e mezzo in più al mese per i ristoranti

“Ad avere l’impatto più significativo dalle riaperture appena annunciate dal governo sono soprattutto bar e ristoranti – osserva il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio Mariano Bella – considerando che solo la metà dei nostri 190 mila associati ha spazi all’aperto, e delle limitazioni imposte dal coprifuoco, che non solo ha impedito di fare un secondo turno pieno per la cena, ma ha anche limitato la spesa, perché i clienti non erano rilassati sapendo di dovere rientrare presto a casa, e quindi ordinavano di meno non avendo la possibilità di mangiare serenamente. Con una riapertura fino alle 24, e anche con la possibilità di riaprire al chiuso, un miliardo e mezzo al mese in più solo per i ristoranti è un calcolo ragionevole. Anche perché con lo smart working che ha limitato molto i pranzi, gran parte del lavoro si concentra sulla sera. Più difficile calcolare le conseguenze delle riaperture delle palestre, delle piscine e del wedding: lì c’è una montagna di fatturato da riconquistare”.

Confesercenti: 5 miliardi in più al mese per i centri commerciali

Confesercenti invece concentra il proprio calcolo sulle riaperture dei centri commerciali nel weekend, includendovi negozi, bar e ristoranti, e valuta che anche con l’allungamento degli orari a regime, cioè da giugno in poi, ogni mese si possano recuperare cinque miliardi di euro di fatturato sia per i negozi, sia per i pubblici esercizi che hanno la possibilità di rimanere aperti a cena anche più tardi. “Nella stima – spiega un portavoce dell’organizzazione – c’è anche la speranza di una ripresa dei flussi turistici. Ma soprattutto bisogna valutare che il 40% del fatturato dei centri commerciali arriva nei weekend”.

In dettaglio, Conferesercenti valuta che dal 1 giugno, su base mensile, ci sarà un recupero di fatturato di circa 3 miliardi di euro al mese per via  della riapertura dei circa 30mila negozi ed esercizi nei centri commerciali, e di circa 1.800 milioni (pari ad una media di 60 milioni di euro al giorno, un po’ meno prima del 7 giugno e man mano in aumento dopo il 21) di fatturato per i pubblici esercizi, per via dell’allungamento del coprifuoco ed il permesso di consumo all’interno. Il calcolo si differenzia naturalmente a seconda delle città: per Milano si parla di 3,1 milioni in più al mese, per Roma di quasi 5, per Napoli 2,7, Bologna e Firenze quasi un milione, Venezia un po’ più di 900 mila euro e Palermo un po’ più di 800 mila.

Coldiretti: 30 miliardi in più da giugno a settembre per la ristorazione

Coldiretti fa un calcolo ancora più ampio degli effetti benefici delle riaperture, perché include tutti i pubblici esercizi in cui si distribuiscono pasti e cibo, compresi gli agriturismi e le pizzerie anche al taglio, e valuta che da giugno grazie allo spostamento in avanti del coprifuoco e alla possibilità di mangiare anche al chiuso il fatturato salga al punto da mettere a segno entrate da 30 miliardi in più nei quattro mesi estivi, fino alla fine di settembre. Il sistema agroalimentare a causa delle chiusure ha subito la mancata vendita di oltre un milione di chili di vino e di cibo. A soffrire di più i prodotti di alta qualità, che si preferisce consumare quando si mangia fuori, piuttosto che a casa propria.

Fipe: nel 2020 persi mezzo milione di posti di lavoro

Nel rapporto pubblicato oggi la Fipe denuncia la perdita di 514 mila posti di lavoro. Il 97,5% delle imprese ha registrato nel 2020 un calo del fatturato, e per oltre 6 ristoratori su 10 la riduzione ha superato il 50% del volume d’affari dell’anno precedente.  E’ cresciuta di 6 miliardi di euro la spesa alimentare tra le mura domestiche, ma non ha compensato quella nei bar e nei ristoranti, crollata di 31 miliardi.

Matrimoni: fioccano le cancellazioni, ripartenza ancora tutta da valutare

Il settore del wedding e degli eventi privati ha avuto la data di riapertura, come aveva chiesto scendendo in piazza il 26 aprile. Ma la data scelta dal governo, il 15 di giugno, è troppo in là, protestatano gli operatori: la vera alta stagione per i matrimoni è maggio, seguito da giugno. “Per il momento non sta arrivando alcuna prenotazione, ma solo cancellazioni a valanga. – spiega un portavoce di Federmatrimoni – Cancellano non solo tutte le cerimonie fissate prima del 15 giugno, ma anche dopo, perché non si sa bene quale sarà il tetto e quali i requisiti: a molti non va di chiedere ai propri ospiti di fare un tampone prima, e non si sa neanche che tipo di tampone. E tanti prefereriscono le scorciatoie: lo mascherano da pranzo o cena al ristorante, così non hanno tutti questi problemi”.

   
   
   
   
   
   
   
   
  



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