Ricaricare auto elettriche velocemente con Phoenix Contact e Technology BSA basta il tempo di un caffe

Ricaricare auto elettriche velocemente: con Phoenix Contact e Technology BSA basta il tempo di un caffè!

Libero Quotidiano News
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11 dicembre 2020

(Milano, 11 dicembre 2020) – La nuova tecnologia High Power Charging della Phoenix Contact può segnare una svolta nella diffusione delle auto elettriche, grazie alla riduzione dei tempi di ricarica e di manutenzione delle colonnine.
Milano, 11 dicembre 2020 – Le macchine elettriche si propongono per essere il futuro degli autotrasporti, ma ad oggi uno degli ostacoli più grandi che si presentano per tutte quelle già sul mercato, è il tempo di ricarica delle batterie. La Phoenix Contact ha sviluppato un sistema di ricarica ad alta potenza, che potrà sicuramente influenzare positivamente il mercato, vediamo di cosa si tratta.
Ma prima lascia che ti presenti quest’azienda, entrata nel campo della mobilità elettrica solo da una decina d’anni, ma la quale storia nasce quasi cento anni fa.
Sono i primi Anni Venti e non esiste che un ufficio di rivendita di morsetti per linee di tram elettrici, ma che dopo qualche anno dalla sua apertura è già in grado di presentare al mondo il primo morsetto componibile modulare, virando decisamente su una strada da produttore invece che rimanere un semplice rivenditore.
Da allora, pur mantenendo come core business la produzione e lo sviluppo di nuovi morsetti, la Phoenix Contact si è allargata a tutta la categoria di componentistica per l’elettronica e comunicazione industriale, arrivando ad essere una presenza fissa in ogni impianto di automazione.
L’azienda tedesca è presente in Italia dal 1997, a Cusanio Milanino, dove nel 2012 ha anche aperto un nuovo centro logistico, realizzato utilizzando ovunque possibile soltanto
È una realtà presente in più di 100 Paesi, in diversi dei quali ha anche siti produttivi, la maggior parte dei quali è però ovviamente in Germania: è a Schieder-Schwalenberg che nel 2013 viene aperta la sede che si occupa esclusivamente di prodotti per la mobilità elettrica.
Nascita e sviluppo del settore della mobilità elettrica
È il 2009 e la Phoenix Contact rilascia i primi connettori con trasmissione combinata di segnale e potenza per i veicoli elettrici, aprendosi al mondo della mobilità elettrica.
L’anno successivo, sul mercato cinese delle ricariche in corrente alternata, sono già in vendita prese prodotte su larga scala e nel 2010 l’azienda viene riconosciuta come partner delle principali case automobilistiche che puntano sulla produzione di auto elettriche.
È un settore agli albori, non ci sono ancora regole unificate e chiare, ma far parte dell’associazione Charging Interface Initiative le permette di essere al centro degli sviluppi dei nuovi standard, per esempio proprio il CCS, Combined Charging System, sulla carica rapida della quale ti parlo.
I prodotti Phoenix Contact sono distribuiti da
Come ricaricare un’auto elettrica
Possiamo pensare ad una macchina elettrica come al nostro telefonino, quando è scarico occorre connetterlo alla rete.
E si fa proprio così, anche a casa! Chiaramente il tempo di ricarica varierà a seconda della potenza disponibile nel nostro contatore, ma si presuppone che se la macchina è in garage è perché noi stiamo facendo altro all’interno, quindi possiamo passare indenni le ore che si necessitano per il completamento.
Il problema vero lo abbiamo quando siamo fuori. Per il momento le elettriche non si possono vantare di lunghe autonomie, anche se qualche centinaio di chilometri è già sufficiente per una routine giornaliera, ma potremmo comunque avere la necessità di caricarle in viaggio.
Per prima cosa occorre trovare una colonnina di ricarica, non ancora così semplice, sebbene i numeri per fortuna aumentino quotidianamente.
E poi bisogna aspettare. Qualche ora? Non necessariamente, perché possiamo anche scegliere di non caricarla completamente, ma sicuramente più del tempo di un caffè.
High Power Charging
Ecco perché un sistema che ti permetta di ricaricare la batteria per 100 chilometri di autonomia in meno di 3 minuti è un salto di qualità enorme. Finalmente si può paragonare questo tempo d’attesa come quello delle normali auto a combustibile fossile, prevedendo una sempre migliore ottimizzazione. Per tornare al paragone con gli smartphone, basti pensare ai tempi di ricarica attuali rispetto a qualche anno fa.
Non di secondaria importanza per la diffusione delle nuove colonnine di ricarica è la facilità con la quale può essere implementata in stazioni di servizio che non erano state progettate per questo ruolo.
La Phoenix Contact si è adoperata in questo senso, con un occhio alla ricarica veloce e l’altro alla veloce installazione: nella colonna è presente uno speciale passacavi che ne consente una semplice messa in servizio.
Allo stesso tempo è semplice la manutenzione. Questo grazie all’utilizzo di un liquido di raffreddamento che non è l’olio usato attualmente (lo vediamo tra poco) e la modulazione delle parti più sollecitate che permettono di essere sostituite senza dover cambiare l’intero cavo.
Come funziona la ricarica veloce
Diamo ora un’occhiata alla tecnologia che c’è dietro questo prodotto.
Per aumentare la velocità di ricarica occorre avere una potenza elettrica alta, che è il risultato della tensione moltiplicata per l’intensità di corrente. Per la tensione non si può fare molto, limitata a 240V o 400V, occorre intervenire sull’Amperaggio che fino ad ora era innalzabile fino ad un massimo di 200 A.
Questo perché un’elevata corrente provoca surriscaldamenti nei dispositivi di passaggio che devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza per limitarne la pericolosità.
Non è una novità in ambienti elettrici, ci sono diversi sistemi di raffreddamento disponibili, bisogna studiare come applicarli. Fino ad ora si era percorsa la strada dell’olio come liquido di raffreddamento, che però comporta difficoltà soprattutto in manutenzione.
La Phoenix Contact ha sviluppato un cavo a raffreddamento attivo, grazie ad una miscela di acqua-glicole, che permette di mantenere la differenza di temperatura richiesta dalla legge (50K), tra il dispositivo di ricarica e l’aria circostante.
Una serie di contatti disseminati nel connettore e nel cavo analizzano i dati di temperatura in tempo reale, regolando la quantità di liquido refrigerante richiesto. Questo, a sua volta, è tenuto sotto controllo da un sensore che blocca immediatamente la ricarica in caso vengano rilevate perdite.
In questo modo possono essere utilizzate correnti fino a 500A, che generano una potenza decisamente più alta e limitano il tempo di ricarica a quanto dichiarato.
Il mercato delle auto ibride ed elettriche si fa sempre più competitivo, con prezzi che raggiungono cifre più accessibili a tutti. Dall’altro canto si vanno sviluppando tecnologie che permettono di superare gli ultimi grossi ostacoli ad una diffusione capillare dell’elettrico, come ad esempio le stazioni di ricarica veloce della Phoenix Contact.
Il futuro parla sicuramente una lingua elettrica e più ecologica!
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Comunicato stampa a cura di



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