Richard Gere: “Nessun sequel di Pretty woman. Ora la mia priorità sono i figli”

Pubblicità
Pubblicità

La domanda che gli rivolgono tutti è sempre la stessa: “Ci sarà un seguito di Pretty woman” ? E lui, un Richard Gere sorridente, gentile e molto paziente. risponde a tutti. La star di Hollywood è sbarcata in Calabria in mattinata per il Magna Graecia Film Festival, in compagnia della moglie Alejandra Silva. Prima tappa di Gere, camicia celeste chiaro, capelli tagliati corti e pantaloni scuri, la Cittadella regionale di Catanzaro, dove ha incontrato le autorità e l’organizzatore e ideatore della rassegna Gianvito Casadonte. Presente anche il commissario della Calabria Film Commission, lo stilista Anton Giulio Grande. Dopo, un pranzo esclusivo per circa 20 persone. L’attore statunitense, 72 anni, che riceverà venerdì 5 agosto, in serata, il Magna Graecia Award, statuetta realizzata dall’orafo Michele Affidato, sarà protagonista all’Arena del Porto di Catanzaro di un talk con il pubblico e a seguire sarà proiettato in suo onore, per festeggiare i 40 anni del film, Ufficiale e Gentiluomo diretto da Taylot Hackford, in cui Gere interpreta uno dei ruoli più iconici della sua carriera. Ad accogliere il divo nella sede della Regione Calabria era presente anche la vice presidente della Giunta regionale della Calabria, Giusi Princi.

Pretty Woman

Tutti ci siamo innamorati della coppia da favola del mitico film Pretty Woman, dove Gere recitava accanto a Julia Roberts. Ben 32 anni fa. Ma il tempo per il romanticismo non passa mai e il film, mandato in replica quasi ogni sei mesi in televisione, non perde mai il suo fascino da favola, facendo ogni volta il pieno di spettatori, con Julia Roberts versione Cenerentola a Beverly Hills .”Pretty Woman’ di quanto tempo fa è? – risponde Gere – circa 32 anni fa… Sono passati tanti anni e fondamentalmente nessuno di noi era così ansioso e desideroso di realizzare un sequel o un remake. Ogni tanto Garry Marshall, regista e sceneggiatore, veniva da me e Julia a dire ‘vediamo un po’, che ne pensate se a un certo punto il personaggio maschile decidesse di candidarsi a una carica politica ma nel frattempo ci siamo sposatì e cose del genere, però poi diciamo che la storia o comunque la sceneggiatura non è mai oltre questo punto. Quindi la risposta è no. Bisogna anche capire in realtà come vengono realizzati i film. Il film ebbe successo, ma non pensavamo che sarebbe diventato quello che poi è diventato. Pensavamo fosse un piccolo film  e non un film che creasse una forma di identificazione da parte di tutti coloro che lo vedevano. E’ stato un qualcosa di magico, una magia come una polvere di stelle. Inaspettata. E’ come innamorarsi, non è che uno decide di innamorarsi, succede, è un pò quello che succede anche nel cinema. Non ci sono mai state idee di un remake o di un sequel, capisco che c’è da un certo punto di vista l’impulso a livello di business di realizzare qualcosa che è stato un successo ma artisticamente non aveva senso”.

Richard Gere e Julia Roberts in Pretty Woman

Richard Gere e Julia Roberts in Pretty Woman

Richard Gere e Julia Roberts in Pretty Woman 

Ufficiale e gentiluomo

Ufficiale e gentiluomo è il film icona proiettato in occasione del Magna Graecia Film Festival. Un film  del 1982, che compie 40 anni. La storia è nota, Gere, Zack Mayo,  è un adolescente irrequieto, figlio di un sergente maggiore della marina ubriacone e di una donna morta suicida. Dopo aver preso il diploma decide di iscriversi al corso per piloti militari di jet presso una rinomata accademia militare, nonostante lo scetticismo del padre. Il corso di addestramento, effettivamente, si rivela più tosto del previsto. Zack si scontra subito con la severità dell’istruttore, il sergente Foley, intenzionato con la sua durezza a far emergere tutte le debolezze delle reclute, al fine di selezionare solo chi è all’altezza del ruolo da ricoprire. Il sergente prende di mira proprio Zack, anche se a fin di bene, sottoponendolo alle prove peggiori. Durante il corso Zack stringe un particolare rapporto di amicizia con Sid, l’attore David Keith, un giovane di estrazione borghese dell’Oklahoma, molto fragile psicologicamente, che lo aiuterà a superare l’esame di aerodinamica. Nel tempo libero, i due conoscono due ragazze del luogo, Paula, Debra Winger e Lynetta, Lisa Blount con le quali iniziano delle relazioni importante.

Richard Gere e Debra Winger in Ufficiale e gentiluomo

Richard Gere e Debra Winger in Ufficiale e gentiluomo

Richard Gere e Debra Winger in Ufficiale e gentiluomo  

La guerra in Ucraina

Richard Gere, amico da sempre del Dalai Lama, di quello che sta succedendo in Ucraina spiega come “in termini assoluti sono un pacifista e un non violento, ma nel mondo relativo in cui viviamo è necessario comunque proteggersi ed aiutare chi si trova in difficoltà, com’è il caso dell’Ucraina. L’essere umano d’altronde è disfunzionale e le uniche organizzazioni che cercano di far applicare lo Stato di diritto attualmente sono la Nato e l’Unione Europea”. E la Cina? “È chiaro che persegue un piano di potere a lungo termine, si vede da come si è comportata con il Tibet e con la Mongolia. Comunque l’unanimità con cui è stata aiutata l’Ucraina fa ben sperare in un comportamento più responsabile nel futuro da parte di tutti. In questo senso Putin – ci tiene a dire Gere – è stato spiazzato perché non si aspettava una risposta così omogenea contro la sua invasione”.

Priorità ai figli

“Adesso voglio dare priorità ai miei figli. Non ho mai pensato di fare il regista. I film sono un lavoro collettivo, voglio dire che il regista non è così intoccabile come si crede. Ora a parte qualche film che non avrei voluto fare, a me è andata bene. E poi –  conclude l’attore – ho quattro figli e ho sempre pensato che avrei dovuto prendermi cura di loro e non sparire per un anno e mezzo come capita a un regista. Del piccolo schermo penso che sono un dinosauro. Nel senso che sono un dinosauro, guardo la televisione e sono pure felice di esserlo. D’altronde non mi ricordo neppure quando sono stato l’ultima volta al cinema. E questo a causa del Covid, ma non solo. Certo le serie tv aiutano il cinema indipendente e questa è una cosa buona, ma quello che manca e che ha solo la sala è il senso di comunità”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source