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Rider, contratto già in salita. “Escluso chi ha un’auto”

La Republica News
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ROMA – “Che mezzo usi per fare le consegne?”. “L’auto”. “Allora non ti posso proporre il nuovo contratto”. Alcuni rider di Just Eat stanno ricevendo telefonate come questa: a Trieste, Reggio Emilia, Modena, Parma. Ad altri – quelli in bici o scooter – viene offerto per lo più un contratto da 10 ore a settimana: “Ma così i miei guadagni crollano, non posso permettermelo”. Prima ancora, la mail che chiedeva loro di firmare il recesso dell’accordo quadro che li teneva legati come occasionali o parasubordinati alla società Just Eat Italy Srl. Cosa sta succedendo?

Just Eat ha deciso di assumere tutti i suoi 4 mila rider italiani come dipendenti. Dapprima usando il modello Scoober, già attivo in molti Paesi del mondo: 7,5 euro lordi all’ora. Poi lunedì la storica firma all’accordo integrativo aziendale con Cgil, Cisl e Uil.

Applicherà il contratto nazionale della logistica: 9 euro lordi all’ora per salire a regime, tra due anni, a 11 euro. “Cade un muro”, esultano i sindacati. Il cambio di passo è in 19 pagine e 25 articoli: fattorini del cibo a domicilio da (finti) autonomi a lavoratori con i diritti. Ferie, malattia, maternità, notturni, festivi, straordinari, premi, disconnessione, rappresentanti sindacali, app geolocalizzata ma non intrusiva.

Passi avanti, ma non per tutti, come si è visto ieri con il rider di Ferrara, in coma dopo una caduta dalla bici durante una consegna per Deliveroo. Se avesse avuto un contratto, forse non ci sarebbero stati ritardi nell’aprire l’infortunio all’Inail (dapprima negato perché nessuno conosceva il suo Id, il numero identificativo). Fascicolo poi aperto grazie anche all’impegno di Inail, ministero del Lavoro e della stessa Deliveroo.

Con il nuovo contratto, i rider di Just Eat saranno pagati a prescindere dalle consegne e ne faranno non più di quattro in un’ora. Avranno il rimborso chilometrico: 15 centesimi per la moto, 6 per la bici. Soprattutto: mai più cottimo. Il 65% della forza lavoro sarà a tempo indeterminato – seppur part-time a 10, 20 o 30 ore alla settimana, massimo 48 ore con gli straordinari – e il 35% flessibile (a tempo, in somministrazione, intermittenti).

Limiti – 65/35 – sospesi fino al 31 marzo 2022, considerato primo anno di start-up. Per tutti i fattorini che erano in Just Eat dall’1 agosto 2019 al 30 marzo 2021 spetta il “diritto di precedenza” (articolo 23): entro il 15 maggio riceveranno la proposta di contratto.

E qui il punto. Le prime telefonate hanno disorientato i rider. Chi usa l’auto è tagliato fuori. E per lo più si tratta di mini-offerte da 10 ore. “A quelli con l’auto sarà chiesto semmai di passare alla bici o allo scooter, non sono fuori”, chiariscono dall’azienda. “Ma sono meno dell’1%. Siamo partiti con le offerte a 10 ore perché il 70-80% dei nostri rider si colloca tra 10 e 20 ore settimanali”.

Alcuni rider sono spaventati. “Ho sempre usato l’auto, sono una donna sola e porto cibo in zone periferiche servite da viadotti pericolosi”, racconta Angela di Reggio Emilia. “Ora non potrò più fare la rider per Just Eat: non mi hanno dato alternative”. Sergio aggiunge: “Abbiamo fatto un sondaggio Facebook tra noi, 77 su 205 usano l’auto: il 38%”. Per la società meno di 40 su 4 mila.

Ad assumere con prelazione gli attuali rider sarà Takeaway.com Express Italy, società del gruppo. “Just Eat è la migliore, quella che paga meglio”, dicono in coro i rider. Ma la “rivoluzione dei diritti” non convince tutti. “Certo avremo anche le ferie, la tredicesima e quattordicesima, anche se spalmate in anticipo”, osserva qualcuno.

Il compenso orario base è 7,5 euro lordi, si arriva a 8,5 con i ratei di 13a e 14a. Poi ci sono 60 centesimi di Tfr, 25 centesimi per ogni consegna fino a 250 in un mese, 50 sopra 250. Una maggiorazione del 10% per lavoro notturno, supplementare e festivo. Del 30% per lavoro straordinario. Più il rimborso chilometrico.

“Con i contratti a 10 ore puoi arrivare a quanto: 500 euro lordi al mese? Li facciamo in una settimana”, dice Luca di Milano. Il contratto a 30 ore con possibilità di salire a 40 rimane il traguardo più ambito. E competitivo. “Qui a Milano ce ne aspettiamo diversi, fatturiamo parecchio. Altrimenti ci sarà la fuga, come a Monza”.

E poi c’è il nodo dell’esclusività: il rider-dipendente non potrà loggarsi con altre società durante le ore pagate da Just Eat, dopo sì. “Ma dopo serve a poco per arrotondare, perché siamo fuori dai picchi dei pranzi e delle cene”, si obietta. La sfida tra guadagni e diritti è tutta da giocare.



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