Rider, firmato protocollo Assodelivery-sindacati contro lo sfruttamento

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MILANO – Cgil, Cisl, Uil e Assodelivery hanno sottoscritto oggi, alla presenza del ministro del Lavoro, Andrea Orlando il Protocollo Quadro Sperimentale per la legalità, contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery.

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Lo fanno sapere i sindacati parlando di un “risultato importante” che ha l’obiettivo di porre fine allo sfruttamento dei rider.

Il dicastero aveva anticipato la firma specificando che lo stesso Protocollo sarà firmato tra Ugl e AssoDelivery, che avevano siglato un controverso contratto senza le altre sigle sindacali.

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Alle firme del Protocollo ha partecipato Rider x i Diritti. “In considerazione dell’importanza che il protocollo assume nelle relazioni tra datori e lavoratori del food delivery – ha spiegato il Ministero – il ministro Orlando ha invitato a presenziare alla firma dell’accordo anche gli assessori al Lavoro dei Comuni che hanno fatto da apripista degli accordi tra le parti in questa materia: Marco Lombardo (Bologna), Cristina Tajani (Milano), Andrea Bosi (Modena) e Claudio Diberardino (regione Lazio)”.

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Nel Protocollo – spiegano in una nota i sindacati – è previsto l’impegno delle aziende aderenti ad Assodelivery ad adottare un modello organizzativo idoneo a prevenire comportamenti scorretti all’interno di un’azienda e l’impegno delle piattaforme a non ricorrere ad aziende terze, almeno fino a quando non verrà creato un apposito albo delle stesse piattaforme. Inoltre si prevede la costituzione di un Organismo di Garanzia il cui compito sarà di vigilare in posizione di terzietà sulle dinamiche lavorative dei rider e riportare eventuali specifiche segnalazioni alla Procura della Repubblica. Tale Organo lavorerà coordinandosi con il Tavolo di Governance e Monitoraggio, del quale fanno parte anche i rappresentanti dei lavoratori, oltre che le aziende.

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La firma del Protocollo – scrivono i sindacati – “rappresenta un passo in avanti nel sistema di relazioni industriali che stiamo provando a costruire con le “piattaforme” del food delivery. Ringraziamo il ministero del Lavoro per il ruolo attivo e la funzione di garante nell’applicazione del Protocollo”. “Ai circa 30.000  lavoratori interessati – proseguono – però, occorre al più presto che siano garantite le giuste tutele contrattuali, al fine di assicurare dignitose condizioni di lavoro, un equo compenso, misure adeguate di sicurezza”.

“E’ importante – concludono – continuare a lavorare seguendo il percorso intrapreso per chiudere in tempi brevi anche l’altro Protocollo su salute e sicurezza in tempo di Covid e sancire una vera contrattazione tra le Parti. Sarebbe paradossale se parallelamente all’avvio di un percorso che afferma la legalità e contrasta lo sfruttamento in questo settore, si continuasse ad utilizzare modelli contrattuali che, nelle circostanze date, favoriscono implicitamente l’insinuazione di soggetti illegittimi nell’intermediazione del lavoro”.

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