Riecco Calderoli al cuore dello Stato. Pasolini odiava il fascismo e la destra

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Caro Merlo, il ministro per le Riforme (?) Calderoli, uno che di “porcate” se ne intende, ha presentato il suo piano per le autonomie differenziate delle Regioni italiane. Avremmo così ventuno servizi diversi: in campo sanitario, fiscale, dell’istruzione, dei trasporti e via dicendo. La differenza sarebbe non solo tra nord e sud, ma tra Regioni confinanti. Sarebbero così assicurati inefficienza e caos di ogni “Regione autonoma”.

Antonio Imbrenda, Ancona

E’ un sequel, apparentemente addomesticato, della Lega che attaccava la bandiera e l’unità dello Stato. A quel tempo Calderoli aveva, con Bossi e Maroni, il ruolo dello statista che lavorava per demolire lo Stato. Non so dove arriverà questo ritorno alle origini di una Lega in forte calo di consensi. So che in Italia il federalismo non ha mai preso, come negli Usa e in Germania, la forma dello Stato, ma dell’attacco al cuore dello Stato.

Caro Merlo, nei piccoli teatri delle Marche, sovvenzionato dalla regione del melonianissimo Acquaroli e prodotto, eia eia, dalla “Media Dux”, va in scena uno “spettacolo” (si fa per dire) in lode e gloria di Pasolini con Marcello Veneziani sul palcoscenico.  Da vecchia lettrice (critica) di Pasolini sono andata a vederlo. E sono dispiaciuta per lui, che su un punto non transigeva: forse era reazionario, ma odiava il fascismo e negava l’esistenza di un cultura di destra. Diceva, per esempio, che i futuristi erano dei comici e D’Annunzio gli pareva inconsistente. Perché la destra, che ha preso il potere, pensa di somigliare a Pasolini?

  Licia Carletti – Iesi

Tutto l’attuale Strapaese, che va da Fratelli d’Italia a Grillo (lasciamo stare Conte, che è solo Straconte) è, magari inconsapevolmente, pasoliniano. Innamorato del sottoproletariato e del mondo contadino, che gli pareva il tempio della modernità antifascista, Pasolini sognava nelle lucciole il ritorno a una società superata ma migliore. E’ sicuramente reazionaria l’idea che una società dissolta possa avere ragione del mondo moderno, del suoi grattacieli, dei suoi termovalorizzatori e del suo cibo. Non ho visto lo spettacolo e dunque non lo giudico, ma lei ha stra-ragione: a Casarsa, Pasolini si rivolta nella tomba, per quel nome, Media Dux, con cui la destra illecitamente se lo annette inseguendo un’impossibile egemonia culturale in provincia.

Caro Merlo, apprendo di come il Berlusconi abbia con un colpo a sorpresa, ancora una volta, evitato noie giudiziarie in Tribunale con accusa di corruzione in atti giudiziari insieme al cantastorie Apicella. Sono rimasto colpito che a chiedere per gli imputati l’assoluzione sia stato il magistrato preposto per l’atto di accusa: il Pm.

Francesco Saverio Vernillo – Napoli

Sottoscrivo la “richiesta alle “Autorità Pubbliche” di Michele Serra e ne riproduco la parte finale: “vi prego, sospendete in qualche maniera, e con qualche espediente giuridico lecito, ogni residua pendenza giudiziaria a carico di quel signore. Fatelo, vi prego, per limiti di età. Non i suoi. I miei: merito una vecchiaia senza sentirne più parlare”.

Caro Merlo, forse è il momento di una rivoluzione nel Pd, cominciando dal nome: ” I democratici” dovrebbe essere l’inizio di una nuova politica.

Sergio Satta Flores

Dovrebbero fare al contrario: cambiare tutto, ma non il nome.

Caro Merlo, è più impegnato chi è al telefono o “in una call “?

Rita Stella

Ghigliottina.

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