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Riecco Martelli, lo schiaffo a Bettini: “Reggi il moccolo a Conte”

La Republica News
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Prendi un comunista di lungo corso quale Goffredo Bettini, che dopo aver svolto il ruolo di ideologo di Nicola Zingaretti, crea un laboratorio politico visto (a torto o a ragione) come refugium degli anti-lettiani. E prendi un nome storico del vecchio Psi, l’ex delfino di Craxi Claudio Martelli, invitato a dare un contributo alla nuova iniziativa. Il cocktail risulta subito male assortito. E ne nasce un inusitato attacco via social di colui che fu uno dei simboli del Garofano di governo.

?? ?????????? ?????????????? ???? ?????????? ?????????????? ?????? ???????????????? ???????????? ?????????? A poche settimane da quando Enrico Letta ha lanciato a Conte…

Pubblicato da Claudio Martelli su Mercoledì 14 aprile 2021

Bettini, non l’avesse fatto mai, si permette di chiamare nelle sue Agorà anche i socialisti, “nella speranza che il nuovo soggetto politico dia loro di nuovo il ruolo che meritano per la loro storia antica e per il loro presente”. Nella consapevolezza, aggiunge, che il pensiero socialista “nel passato ha avuto molte ragioni alle quali per diversi motivi non hanno corrisposto adeguati consensi”.

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Parole che producono una garbata irritazione di Martelli. Il quale prima si produce in un’analisi storica che parte, addirittura, all’atto di nascita dei comunisti italiani che “pretendendo di cambiare il nome del Psi in Pci nonché l’espulsione di Turati e dei riformisti provocarono la scissione del 1921 mentre il fascismo era sull’uscio”. Il povero Bettini si sente rinfacciate anche le colpe di quei comunisti che bollarono come “un cavaliere del nulla” Giacomo Matteotti appena assassinato.O ancora le responsabilità di Botteghe Oscure che nei ruggenti anni ’80 definirono l’unico governo a guida socialista, quello di Bettino Craxi, come “un pericolo per la democrazia”. Fino alla denigrazione morale con cui il Pci-Pds “accompagnò la persecuzione capitalistica, giudiziaria e giudiziaria di Craxi e del Psi”. In questa impennata di orgoglio socialista l’ex Guardasigilli ricorda a Bettini che “per un secolo ci avete accusato di essere pusillanimi perché ci limitavamo a riformare il capitalismo e a costruire lo Stato sociale mentre voi volevate abbatterlo”.

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“Caro Bettini – è il vibrante appello di Martelli – hai impiegato trent’anni dopo lo storico decesso dell’89, trent’anni per accorgerti che il comunismo era morto, scoprirti socialista e invitarci a entrare nella tua Agorà o campo che sia. Scusa la franchezza ma il tuo invito è irricevibile”. Con la stoccata finale: il sospetto che “la chiamata alle armi anticapitalista sia solo la maschera di una nuova corrente del Pd, la corrente dei nostalgici reggi moccolo di Giuseppe Conte e del suo nuovo movimento”. Botte da orbi, insomma, nel perimetro di una sinistra d’antan. Bettini non è e non può mai essere Bettino, per Claudio Martelli. Il dirigente del Pd prende e incassa. Quanto davvero pesi, sulla sua coscienza e sui suoi programmi, questo rifiuto che giunge da un navigato leader socialista da tempo fuori dalla politica attiva, è tutto da dimostrare. Ma fa rumore, oh se lo fa.

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