Rifugiati ucraini, arriva il contributo in contanti: 300 euro per gli adulti, 150 per i minori. Ma solo per tre mesi

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Trecento euro al mese per gli adulti e 150 per i bambini. E’ questo il contributo di sostentamento che il governo italiano darà direttamente ai profughi ucraini che hanno trovato rifugio in Italia e che hanno provveduto autonomamente alla loro sistemazione. Soldi che verranno versati solo per 90 giorni o per 60 dopo che, eventualmente, il rifugiato avrà trovato lavoro. A percepire il contributo per i bambini saranno i genitori, se presenti con loro in Italia, o i tutori legali nominati dai tribunali dei minorenni per tutti coloro giunti senza genitori, anche se accompagnati da altri familiari o da educatori di comunità.

Per quanti iinvece troveranno accoglienza grazie all’intervento delle associazioni del terzo settore o del volontariato o di enti religiosi, il contributo ( così come avviene per i migranti ospiti dei centri di accoglienza) andrà agli enti che parteciperanno ai bandi che la Protezione civile emetterà nei prossimi giorni per reperire ulteriori 15.000 posti. Si tratta della cosiddetta accoglienza diffusa: gli ucraini potranno dunque essere sistemati dalle associazioni presso piccole strutture nella loro disponibilità ma anche presso famiglie solidali che dovranno manifestare loro la volontà di ospitare dei rifugiati. Con la quota, per persona al giorno ( base d’asta innalzata a 33 euro dal Viminale con provvedimento della prefetta Francesca Ferrandino, capo del dipartimento libertà civili e immigrazione), le associazioni dovranno provvedere a tutti i servizi per i rifugiati, dal pocket money alla spesa all’assistenza legale, e offrire alle famiglie un rimborso per i costi di accoglienza sostenuti. Rimborso che verrà deciso di volta in volta a seconda dei protocolli che verranno stipulati dopo l’aggiudicazione dei bandi.

Sono queste le linee guida dell’ordinanza firmata oggi dal capo del Dipartimento di protezione civile Fabrizio Curcio per disciplinare gli aiuti per l’accoglienza dei rifugiati ucraini presenti nel nostro Paese che intanto hanno già superato quota 75.000. Insieme a Curcio, la commissaria delegata Francesca Ferrandino che ha firmato il Piano nazionale per i minori non accompagnati.

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Come già anticipato, saranno due dunque i canali attraverso i quali distribuire le risorse messe a disposizione dallo Stato, 428 milioni di euro, 150 dei quali per l’assistenza sanitaria a carico delle Regioni. Ecco, nel dettaglio, come funzionerà

Il contributo diretto

Per evitare speculazioni, nessun contributo verrà erogato direttamente a chi ospita rifugiati ucraini. Saranno gli stessi profughi, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, a fare richiesta sulla piattaforma dedicata della Protezione civile, specificando la composizione dell’eventuale nucleo familiare. Riceveranno 300 euro gli adulti e 150 i figli minori o eventuali altri bambini di cui si è stati nominati ( da un tribunale italiano) tutore legale. Il contributo di sostentamento si potrà riscuotere in un qualsiasi sportello bancario presentando il documento di identità e la ricevuta del permesso di soggiorno per rifugiati ottenuto dalla questura. Il tutto per 90 giorni, che diventano 60 se – nel frattempo – il rifugiato avrà trovato lavoro e sarà dunque in grado di mantenersi da solo. Se, dunque, rifigiati ucraini hanno trovato ospitalità autonomamente in Italia presso familiari o amici, saranno loro a ricevere il denaro e a contribuire alle spese di chi li ospita.

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Le famiglie nella rete del Terzo settore

Cosa diversa, invece, per le tantissime famiglie solidali che hanno già aperto le porte di casa loro a donne e bambini o che sono intenzionate a farlo. Non potranno farlo in autonomia ma dovranno rivolgersi ad associazioni del Terzo settore o enti religiosi che dovranno innanzitutto verificare l’esistenza dei requisiti indispensabili per l’ospitalità. Verranno quindi inseriti nella rete di queste associazioni che parteciperanno ai bandi per il reperimento di altri 15.000 posti: bandi che prevedono ( così come per i centri di accoglienza destinati ai migranti) un contributo a persona al giorno intorno ai 33 euro, cifra con la quale le associazioni dovranno provvedere all’erogazione di tutti i servizi richiesti, dal pocket money per i rifugiati alla spesa, dai servizi di mediazione linquistica ai servizi di assistenza. Saranno poi le associazioni, secondo quanto previsto da protocolli che verranno stipulati in seguito all’aggiudicazione dei bandi, a rimborsare alle famiglie accoglienti le spese in eccesso sostenute.

I contributi alle Regioni

Nell’ordinanza firmata da Curcio anche la cifra di 1.520 euro a profugo per le spese di assistenza sanitaria sostenute. I rifugiati avranno infatti diritto, una volta in possesso della tessera sanitaria temporanea, a godere di tutta l’assisstenza come qualsiasi cittadino italiano. 

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