Rigori, ora basta: perché il regolamento va cambiato. Juve-Atalanta, tutto corretto ma…

Libero Quotidiano News

Claudio Savelli 12 luglio 2020

Il risultato poteva essere storico, non esistesse l’eccesso di rigore. L’Atalanta aveva dominato per 45′ allo Stadium come poche altre squadre erano riuscite a fare, dimostrandosi superiore sotto tutti i punti di vista: tattico, tecnico e mentale. Si poteva scommettere sul primo aspetto, non di certo sugli altri due. Non sulla carta. Ma poi c’è il campo, si gioca e l’Atalanta ancora una volta dimostra che può farlo contro tutti quando tiene alta l’intensità mentale e fisica (Psg avvisato), e che tutti potrebbero farlo se fossero organizzati e convinti della propria identità. A metà primo tempo, dopo essere passata in vantaggio, contava più del 70% di possesso palla: non è un dato rilevante in assoluto, ma aiuta a quantificare la larghezza del suo dominio. E il gol di Zapata è arrivato dopo oltre 8 minuti consecutivi in cui la Juve non è riuscita a superare la metà campo con il pallone. Di fatto, è riuscita ad annullare la Juve, a tenerla fuori dalla partita. Era capitato solo con squadre del calibro di Bayern, Real Madrid e Tottenham in Champions, quindi questa Dea, ora, è vicino a quel livello. I gol subiti sono dettagli (per quanto pesanti), due braccia aperte, due rigori corretti in un regolamento scorretto. La novità per la Juve è che reagisce d’impeto, di rabbia, sporcandosi le mani. Si è sentita offesa dal dominio altrui, ma non ha cercato di riconquistarlo. Si è adeguata alla partita di lotta. È un grande passo avanti. Entrambe le squadre hanno faticato per un tempo a testa ma sono rimaste in partita, quindi sono entrambe grandi. I nove punti di differenza sono altrove, appartengono all’inizio di stagione quando la Dea era in difficoltà. Ma la Juve ha saputo difenderli e ora possono valere lo scudetto.

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