Risotto di barbabietola e quel rituale pagano dell’amore

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Cosa serve per quattro persone?

Per il risotto: riso carnaroli 320 g, due barbabietole già cotte, 1 scalogno, olio extravergine di oliva, mezzo bicchiere di vino bianco, brodo vegetale preparato facendo bollire sedano, carota e cipolla, una noce di burro
Per la crema di parmigiano panna fresca liquida 40 ml, parmigiano reggiano grattugiato 60 g
 

Cosa fare?

Tagliare la barbabietola a cubetti e metterla nel mixer con un mestolo di brodo. Frullare fino ad ottenere una passata liscia ed omogenea. Mettere in una casseruola sul fuoco a fiamma molto bassa la panna e il parmigiano fino a far sciogliere completamente il formaggio (se necessario aggiungere poco latte). Quando la salsa sarà lucida spegnere il fuoco e tenere in caldo. Preparare un battuto di scalogno e farlo appassire in un tegame con l’olio di oliva; aggiungere quindi il riso e lasciarlo tostare per qualche minuto; sfumare con il vino bianco. Aggiungere infine il brodo, un mestolo alla volta, e portare il riso a cottura. Negli ultimi due minuti aggiungere la crema di barbabietola e mescolare bene fino a rendere il risotto di un colore rosso brillante. Spegnere la fiamma e mantecare con una noce di burro. Mettere nei piatti e guarnire con la crema al parmigiano.

Curiosità

Stagione di rinascita e di rinnovato vigore, Febbraio era già celebrato dai Romani come il mese della nuova fertilità della terra e del bestiame: il rito pagano dei Lupercalia si teneva il 15 del mese all’interno della grotta sul colle Palatino dove, secondo la leggenda, Romolo e Remo sarebbero cresciuti allattati da una lupa. Ben oltre l’avvento del Cristianesimo il rituale pagano della fecondazione continuò ad essere celebrato, con disappunto dei cristiani che ne condannavano l’immoralità. L’occasione per cancellare definitivamente la festa pagana arriva a metà febbraio del 273 d.C.: Valentino, vescovo di Terni, muore nel martirio per aver benedetto l’unione di un legionario romano convertito al Cristianesimo per sposare una giovane cristiana. La Chiesa si impadronisce della data per accantonare finalmente i Lupercalia e “santificare” l’Amore romantico. Parte del vecchio rituale pagano si trasferisce nei festeggiamenti del Carnevale mentre a Valentino, fatto santo, viene attribuita la difficile sorveglianza del sentimento più irrazionale. Tanto che – di conseguenza – diventa anche il protettore degli epilettici.

Il fatto

Che fascino hanno le coincidenze nella Storia! Esattamente otto anni fa Paolo Sorrentino vinceva l’Oscar per “La Grande Bellezza” così come oggi è candidato per il premio con “È stata la mano di Dio”.  Ed esattamente otto anni fa, come oggi, il mondo guardava con il fiato sospeso alla crisi tra Russia e Ucraina. Una prima pagina, quella del 4 marzo 2014, che potrebbe essere una prima di oggi: aspettiamo ancora che l’affermazione di Obama – il Presidente USA disse allora  “Putin ha scelto il lato sbagliato della Storia”  – sia confermata o smentita.

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