Ristoranti nel caos: riaprire? Sconforto, mancano le linee guida

Libero Quotidiano News

15 maggio 2020
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Roma, 15 mag. (askanews) – Riaprire il 18 maggio? Forse, e soprattutto come? E’ la domanda che si stanno ponendo i ristoratori di tutta Italia, aspettando indicazioni precise sulle distanze da rispettare tra i tavoli e le direttive regionali. Molti locali più piccoli valutano se restare chiusi, con pochissimi tavoli impossibile sopravvivere; per altri meglio continuare solo con il take away. Ma quello che sconcerta di più è il caos e il ritardo nelle decisioni e nelle comunicazioni. Loro devono organizzarsi. Regna lo sconforto sul lungomare di Napoli.
“Al momento non sappiamo ancora nulla se si parte o no, noi ci stiamo preparando con la speranza di partire quanto prima perché siamo agli stremi, ma ad oggi che è venerdì pomeriggio non sappiamo nulla”.
“Finché non arrivano le linee guida non possiamo ripartire, fare un piano. Aprire un ristorante non è semplice, dobbiamo richiamare il personale, contattare i fornitori, vedere come sistemare i tavoli, aspettiamo…”.
“Più o meno sappiamo come dovremo ripartire nelle distanze tra tavolo e tavolo sperando che le Regioni siano un po’ più larghe e ci permettano di lavorare, perché abbiamo tantissimi dipendenti.
Siamo messi male, abbiamo spazi esterni ma è un terzo dei posti che avevamo prima”.
“Dirci di aprire a condizioni disumane vuol dire quasi che non riapriamo”.
“Per il momento non c’è ripartenza, non si sa niente, siamo tutti a zero. Abbiamo preso le misure ma invece di 12 tavoli ne metteremo 4 o 5, dimezzerò i dipendenti le casse integrazioni non sono arrivate, ci sono problemi enormi”.
Qualcuno resta positivo: “Non vediamo l’ora stiamo iniziando a preparare tutto in maniera ottimale per lavorare bene e offrire un buon servizio, aspettiamo notizie”.

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